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Liberazione, il 22 aprile un Consiglio Comunale dedicato al 70esimo

Nel giorno in cui fu liberata Modena nel 1945 nell’assemblea civica intervengono il professor Tavilla sulla natura costituente della Resistenza e il rettore Andrisano sul ruolo dell’Ateneo

La seduta del Consiglio comunale alle 15.30 di mercoledì 22 aprile, giorno in cui nel 1945 fu liberata Modena, ospiterà una iniziativa di celebrazione, memoria e riflessione dedicata al ricordo del settantesimo della Liberazione. La città - insignita il 29 marzo 1947 della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la guerra di Liberazione - a 70 anni dal giorno che segnò l’inizio di un nuovo tempo di libertà sceglie di celebrarlo in Comune, cioè nella “casa di tutti”, dove sono rappresentati democraticamente i cittadini.

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE CELEBRAZIONI

Dopo gli interventi del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e della presidente del Consiglio Francesca Maletti, la parola passerà a Elio Tavilla, docente di Storia del diritto medievale e moderno al Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Tavilla si soffermerà sulla natura costituente della Resistenza e su come la lotta di liberazione rappresenti un momento di rottura dell'ordine esistente, che anticipa la costruzione di un nuovo ordinamento giuridico e di un nuovo modello di convivenza sociale. Per il docente, i forti elementi di discontinuità della Costituzione repubblicana del 1948, rispetto allo Stato fascista e allo statuto Albertino, trovano le proprie radici nella cesura introdotta dalla lotta di liberazione.

Sarà poi il rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia Angelo Oreste Andrisano a parlare del ruolo dell’Università di Modena nella Resistenza. All’Ateneo, infatti, è stata conferita nel 1962 la Medaglia d’argento al valore civile, perché dal settembre 1943 all’aprile del 1945 “resisteva impavidamente – recita la motivazione - alle imposizioni del nemico invasore, efficacemente tutelando la dignità e l’incolumità del corpo docente e di numerosi studenti, collaborava con intelligenza e indomito coraggio con le forze della Resistenza fino alla Liberazione della Città”. Sarà l’occasione per ricordare, tra le altre attività con cui l’Università diede un contributo alla liberazione di Modena, come il Comitato di Liberazione avesse stabilito una delle sue sedi di riunione nell’Istituto di chimica Generale diretto dal professor Domenico Garilli, e che all’Istituto di Fisica era stato organizzato dall’ingegner Franco Malvezzi in collaborazione con il professor Antonio Pignedoli, lo studente Viero Bertolani e il signor Luciano Zerbini un servizio di radiocomunicazioni dotato di una stazione radio in collegamento con le formazioni partigiane di montagna.

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