Burocrazia post sisma, la Regione replica alle imprese: "Accuse paradossali"

La replica alle critiche dell'Ance di Modena. Palma Costi: "I tempi di erogazione di uno stato avanzamento lavori sono scesi mediamente a 65 giorni. E i tempi delle istruttorie legati al voler mantenere alta l'asticella della lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata"

“Trovo quantomeno paradossale sostenere che la Pubblica amministrazione non paga, quando a oggi sono stati liquidati, ossia già erogati fisicamente alle imprese impegnate nella ricostruzione e ai progettisti, tra abitazioni e imprese oltre 2 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti gli oltre 800 milioni che sono stati impegnati e spesi nelle fasi di prima emergenza e il miliardo liquidato dalle assicurazioni private. Una notevole iniezione di liquidità immessa nel sistema, che si potrebbe raffrontare a una piccola manovra finanziaria”. Così Palma Costi, assessore regionale delegato alla Ricostruzione post-sisma, replica alle critiche sui tempi di liquidazione dei contributi alle imprese impegnate nella ricostruzione avanzate da Ance Modena, associazione di categoria dei costruttori.

“Ai costruttori, che conto di incontrare presto–aggiunge l’assessore-, dico che trovo sbagliato addossare alla Regione responsabilità che vengono da lontano e affondano le radici in un ambito economico provato da lunghi anni di crisi. Abbiamo nel tempo lavorato per abbreviare i termini di pagamento per le imprese edili con le nostre Ordinanze, abbiamo introdotto formule di pagamento più snelle, abbiamo chiesto a beneficiari e progettisti, formalmente titolari dei contributi, di condividere con le aziende di costruzione gli step delle pratiche. Sempre cercando di salvaguardare gli indispensabili percorsi per i pagamenti. Infine, abbiamo attivato con i cosiddetti Liquidation day, periodici incontri per incentivare e facilitare le richieste di liquidazione”.

“I tempi effettivi di liquidazione di uno stato di avanzamento lavori, sono calati in modo significativo nel 2016, assestandosi su un valore medio di circa 65 giorni di lavorazione, con valori oggi molto simili sia per l’industria e l’agricoltura. Dopo la chiusura dell’istruttoria, i controlli sul Titolo Abilitativo (oggi opportunamente posticipato alla fase di Liquidazione), Antimafia e regolarità del Durc possono determinare una ulteriore attesa, quantomeno per il silenzio-assenso. Infine, i Decreti di liquidazione vengono pagati dal sistema bancario in due date mensili scelte per convenzione ai giorni 10 e 25 di ogni mese. I tempi di istruttoria, alla luce di quanto detto, non appaiono facilmente comprimibili in modo ulteriore e significativo, soprattutto se vogliamo mantenere alta l’asticella della lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata. collegare i tempi di una istruttoria comunque certa (una volta acquisito il Decreto di Concessione) alla chiusura o al fallimento di una impresa, è un’operazione ingenerosa che getta discredito su un intero sistema (Pubblica amministrazione, Ordini professionali, Associazioni di categoria, progettisti ed imprese) che sta invece rappresentando un esempio su scala nazionale, di serietà, efficacia e onesta”.

“Affronteremo i singoli casi- conclude l'assessore Costi-, uno per uno e con un occhio attento al sistema della sub-fornitura. Ma non siamo disposti a generalizzare gli allarmi periodicamente lanciati e quindi allentare il sistema dei controlli su un evento epocale come quello della ricostruzione, che abbiamo il dovere di mantenere nei binari della piena legalità”.

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