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Servizi comunali, tariffe invariate nel 2021. Coprono le spese solo al 42%

Ok del Consiglio comunale alla delibera sulle prestazioni di welfare e culturali destinate ai cittadini: le quote sono però meno della metà delle spese dell’Ente

Sono confermate anche nel 2021 le tariffe dei servizi a domanda individuale resi dal Comune di Modena, un elenco di prestazioni che comprende tra gli altri gli asili nido e le mense, ma anche i centri diurni e i bagni pubblici, che, in continuità con l’anno scorso, non risentono di variazioni. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando, nella seduta di giovedì 25 marzo, la delibera accessoria al Bilancio di previsione 2021 - 2023. Il documento finanziario determina l’offerta ai cittadini nei settori del welfare, della scuola e della cultura.

La delibera della giunta, proposta dal vicesindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza, ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Verdi e Modena civica) e del Movimento 5 stelle; contrari Lega e Forza Italia; astenuto Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia.

Nel provvedimento sono compresi anche il servizio di prolungamento d’orario per asili nido e scuole materne, il trasporto scolastico, il servizio di pre-scuola elementari, le case albergo comunali e i centri residenziali per persone disabili adulte, i musei e la sala prove. Per questi servizi, l’impegno economico totale per l’Ente è pari a 20 milioni e 821 mila euro. Le tariffe previste per i cittadini ammontano complessivamente a 8 milioni e 716 mila euro, con una percentuale di copertura dei costi per il Comune pari al 41,9 percento; per le rette dei nidi è confermata la riduzione introdotta già l’anno scorso attraverso il contributo della Regione. La cifra delle entrate destinate all’Ente aumenta al 53,7 percento se alle tariffe si aggiungono le contribuzioni e le entrate a specifica destinazione. Per quello che riguarda i servizi legati alla scuola, le entrate effettive dipenderanno dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria e dai relativi provvedimenti.

“Quasi il 60% dei costi dei servizi a domanda individuale sono mutualizzati – ha commentato Cavazza – ovvero sono pagati dalla totalità dei cittadini - contribuenti modenesi. Le forniture di servizi non solo sono conformi ai cosiddetti diritti di cittadinanza, ma rappresentano anche una forma differita di reddito che è possibile solo col concorso di tutta la popolazione”. Il disavanzo dei servizi a domanda individuale, ovvero le spese totali sottratte le entrate totali, è di 9 milioni e 639 mila euro che costituiscono l’impegno che il Comune copre con la fiscalità generale.

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