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Venerdì, 1 Luglio 2022
Politica

CPL Concordia, Dell’Orco (M5s) al Prefetto di Modena: "Esigiamo spiegazioni"

Esposto M5S in Procura a Napoli su "cooperative lavatrici della mafia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

"Sono seriamente preoccupato nell'apprendere che il potere della CPL Concordia arrivava fin dentro il cuore della Prefettura di Modena ovvero nell'organo che rappresenta il Governo sul nostro territorio". Lo dichiara il deputato modenese Michele Dell'Orco, capogruppo M5S della Commissione Trasporti, che aggiunge: "Se la Cpl concordia aveva il potere di telefonare in prefettura per farsi cancellare multe o avere facilitazioni nell'ottenimento del certificato antimafia parlando direttamente con un funzionario che lavora a stretto contatto con il prefetto, allora vuol dire niente è più sicuro e anche il Prefetto deve forse darci qualche spiegazione".

"La questione del certificato antimafia -afferma il deputato - mi fa particolarmente rabbia ricordando la battaglia che abbiamo dovuto fare nel 2013 sui tempi inaccettabili subiti anche dalle aziende oneste per l'iscrizione alle white list e ai conseguenti rallentamenti subiti dalla ricostruzione. A questo punto vogliamo sapere dal Prefetto quali saranno le sue prossime mosse e se c'è intenzione di avviare una seria indagine interna sull'operato dei suoi più stretti collaboratori e dei suoi funzionari".

"Purtroppo le cooperative sembrano diventate le nuove lavatrici della mafia ma noi non ci stiamo a questo deprimente stato di cose, vogliamo reagire ed è per questo che oggi a Napoli una delegazione del M5S, capeggiata dal vicepresidente della Camera sarà ricevuta dai procuratori aggiunti Alfonso D'Avino, coordinatore della sezione reati contro la pubblica amministrazione e Luigi Frunzio, coordinatore dell'ufficio notizie di reati. Non c'è nessuna volontà di ingerenza politica sulla magistratura ma semplicemente vogliamo depositare un esposto sui legami tra cooperative, politica e criminalita' organizzata e ragionare sulle possibili azioni di contrasto al malaffare, perché siamo convinti -conclude Dell'Orco- che con il contributo di tutti l'onesta possa tornare di moda".

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