I deputati M5S alla Castelfrigo: "Si può contestare il reato di sfruttamento del lavoro"

Anche Di Battista, insieme a Dell'Orco e Ferraresi, ha incontrato i lavoratori che protestano in modo permanente davanti all'azienda di Castelnuovo. "Enti locali hanno fatto il doppio gioco"

"Saremo con i lavoratori finchè non sarà riassorbito fino all'ultimo addetto licenziato, ma soprattutto crediamo che il sistema Castelfrigo possa e debba essere fermato", in primis "verificando se ci sono gli estremi per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro", e poi anche "attraverso un controllo giudiziario dell'azienda". A dirlo è il Movimento 5 stelle di Modena, i cui rappresentanti hanno tenuto un incontro alla Camera di Commercio per poi spostarsi alle 18.30, davanti all'azienda per sostenere i lavoratori in sciopero, assieme ai deputati pentastellati Michele Dell'Orco, Alessandro Di Battista e Vittorio Ferraresi. 

Anche il M5s interviene nella vertenza dell'impresa modenese del comparto carni, dove 127 addetti (52 dei quali riassorbiti con un contratto di sei mesi grazie a un accordo tra azienda e Cisl) hanno perso il lavoro in seguito ai licenziamenti da parte di due false cooperative in appalto. Al centro della vertenza, spiegano i pentastellati, c'è "un meccanismo apparentemente legale, basato su affitto di rami d'azienda e subappalti cooperativi, ma di fatto, stando alle dichiarazioni di lavoratori e sindacati, l'azienda si regge sullo sfruttamento del lavoro". E visto che "è risaputo che le cooperative sono spesso un modo per risparmiare", dal M5s si chiedono "perchè nessuno è intervenuto in questi anni". 

Nel mirino ci sono soprattutto "la Regione e le amministrazioni locali", che "hanno fatto il doppio gioco: a parole erano a fianco dei lavoratori, ma di fatto hanno permesso che si perpetuasse questo sistema", e sono "politicamente responsabili per quanto sta accadendo".  

Ecco perchè, concludono i pentastellati, "è necessario un intervento delle amministrazioni locali e delle Forze dell'ordine per verificare se ci sono gli estremi per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, perchè per noi gli elementi ci sono tutti", cosi' come servirebbe "un controllo giudiziario dell'azienda, per evitare che situazioni al limite della legalità possano agevolare altri reati, come accaduto nel 2002 con il caso Suincom, quando ci fu l'omicidio di un lavoratore che svelo' il mercato delle contraffazioni alimentari nell'ambito della lavorazione delle carni".

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