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Monumento a Pavarotti in città, progetto fermo al palo

Senza il nulla osta della famiglia Pavarotti l'Amministrazione non intende procedere. Entro 12 mesi una programmazione complessiva per valorizzare il Maestro. Lo prevede l’odine del giorno approvato a unanimità dal Consiglio comunale

Partendo dal confronto con la famiglia, la Giunta individuerà il percorso più idoneo per arrivare entro dodici mesi a una programmazione complessiva per la valorizzazione del Maestro Luciano Pavarotti e per definire i criteri per costituire una Commissione che predisponga una proposta di Bando internazionale per realizzare un monumento a Luciano Pavarotti. E’ quanto prevede l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 11 settembre.

Il testo, condiviso dai gruppi Pd, Movimento 5 stelle, FI, Per Me Modena, CambiaModena, Udc, Ncd e Sel, è stato presentato in corso di seduta e votato dopo che il consigliere di Forza Italia Andrea Galli aveva ritirato un precedente ordine del giorno in cui chiedeva una Commissione per predisporre un bando per la realizzazione del monumento. Un'accelerazione - quella proposta da Galli - che non è piaciuta alla maggioranza, come ribadito dal sindaco Muzzarelli, il quale ha categoricamente escluso la realizzazione di una statua senza il consenso e l'approvazione da parte di Nicoletta Mantovani e della famiglia Pavarotti.

Nel presentarlo Galli aveva ricordato quanto “la figura di Pavarotti rappresenta per Modena e la sua storia, la risonanza delle iniziative organizzate dal Maestro e il successo di quella che si è svolta sabato scorso per ricordarlo. Ma aveva definito troppo poco quanto fatto sino ad ora, cioè l’intitolazione del Teatro.

Per il Pd, Antonio Carpentieri è intervenuto per precisare che “l’idea del monumento vede tutti favorevoli, ma deve far parte di un progetto che non può prescindere dalla famiglia. E’ inutile decidere stasera una Commissione quando non abbiamo ancora un progetto né le risorse necessarie per attuarlo”. Dello stesso parere Fabio Poggi che, evidenziando come “l’intitolazione del Teatro comunale non sia poco rispetto alla realizzazione di un monumento”, ha anche ricordato come “nella scorsa legislatura l’assessore alla Cultura avesse valutato con la famiglia la possibilità di realizzare un bassorilievo sotto il portico, che non sostituirebbe il monumento”.

Per il Movimento 5 stelle, Marco Rabboni ha spiegato come il suo gruppo, che non condivideva la prima versione dell’odg di FI, è invece d’accordo con il nuovo testo, “perché – ha sottolineato - speriamo che da qui si possa partire per elaborare un percorso e un programma complessivo che valorizzi la musica lirica e Modena città della musica lirica”.

Anche Adriana Querzè di Per Me Modena ha rimarcato l’aspetto della “programmazione complessiva pluriennale perché questo è il modo per valorizzare Pavarotti e Modena che è anche la città dell’insegnamento della lirica”, ha detto ricordando il master tenuto da Pavarotti al Vecchi- Tonelli che, “da questo punto di vista, è un istituto a rilevanza mondiale”.

Antonio Montanini di CambiaModena ha rimarcato l’importanza che “il confronto con la famiglia, assolutamente necessario, non diventi ostativo al percorso” e ha suggerito l’opportunità di realizzare, oltre a un monumento, un busto di Pavarotti all’interno del Teatro comunale e un Museo rivolto al grande pubblico, che potrebbe essere la riproduzione della sua casa natale, in centro storico”.

Durante il dibattito il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha precisato di aver attivato “un confronto con la vedova di Pavarotti, per arrivare a un progetto condiviso in cui confluiscano, non solo appuntamenti ed eventi all’interno della cornice Expo del prossimo anno, ma più in generale lo sviluppo del museo Pavarotti voluto dalla famiglia e il centro per il Canto. Nello stesso percorso si inserisce anche il monumento, per realizzare il quale occorre trovare un accordo con la famiglia”.

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