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Casa acquistata da imputato Aemilia, Maria Sergio: "Noi acquirenti ignari"

Dichiarazioni della dirigente del Comune di Modena e moglie del sindaco di Reggio Emilia sull'acquisto dell'immobile dalla società di Francesco Macrì, imputato nel processo Aemilia

Sulla questione sollevata da stampa e politica in merito all’acquisto di una casa a Reggio Emilia da parte di Maria Sergio, moglie del sindaco di Reggio Emilia e oggi dirigente comunale a Modena, individuata dall'Amministrazione attraverso una selezione pubblica nell’estate 2014, è lei stessa a intervenire. 

“Nel 2011 – spiega Maria Sergio - io e mio marito abbiamo maturato la decisione di individuare una nuova abitazione, avevamo l'esigenza di individuarla a Masone, dove già vivevamo e nelle vicinanze dell'abitazione dei miei suoceri. Quelle in vendita non erano moltissime. Per compiere la scelta non abbiamo agito con leggerezza. Consapevoli dei ruoli ricoperti da entrambi, prima di scegliere ci siamo preoccupati di fare molte più verifiche di quelle che comunemente si fanno per l'acquisto di una casa. Abbiamo cercato un immobile che non fosse stato oggetto di variazioni del piano regolatore negli ultimi 15 anni e, inoltre, che non fosse stato oggetto di atti rilasciati dal Comune che potevano aver visto un nostro coinvolgimento. La casa che abbiamo acquistato rispondeva a queste caratteristiche".

"Individuato l'immobile, con altrettanta attenzione anche nei confronti della ditta che allora ne era proprietaria e che non conoscevamo, ci siamo mossi facendo anche ulteriori approfondimenti. Nulla è emerso. Non saprei cosa avremmo potuto fare di più. Certamente, non potevamo prevedere, con le informazioni allora a disposizione da atti ufficiali e pubblici, ciò che successivamente è emerso. Purtroppo - conclude la Sergio - è possibile che altri possano oggi trovarsi nelle nostre stesse condizioni di acquirenti ignari”.

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