Politica

Violenza sessuale a Carpi, scarcerato il 19enne. Critico il sindaco

Bellelli sulla decisione del giudice: "Molto veloce il suo affidamento ai domiciliari". Poi agli avversari politici: "Niente sciacallaggio"

Dopo tre giorni dall'inquietante episodio avvenuto a Carpi sabato scorso, con l'aggressione in strada ai danni di una giovane da parte di un 19enne nigeriano, il Tribunale si è espresso sul futuro dell'aggressore, convalidando il fermo e stabilendo la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il ragazzo è stato quindi confinato in un appartamento di Carpi di proprietà di un amico, in quanto egli stesso è senza fissa dimora: toccherà quindi ai Carabinieri vigilare sul rispetto degli arresti, controllando periodicamente la sua permanenza all'interno dell'abitazione.

Il giovanissimo nigeriano, accusato di violenza sessuale, è in Italia grazie ad un regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari: a quanto risulta era seguito anche da un tutor messo a disposizione da parte dell'Unione dei Comuni delle Terre d'Argine all'interno di un programma di tirocinio formativo finalizzato all'integrazione. Tirocinio che si è rivelato del tutto inefficace.

La sua posizione resta dunque in bilico in attesa del processo che si svolgerà nelle prossime settimane. Trattandosi come detto di un rifugiato - il permesso è stato concesso dalla Questura di Vibo Valentia nel 2016 - soltanto a seguito della condanna penale potranno essere avviate le eventuali pratiche per una sua espulsione dal territorio nazionale.

La decisione del Gip sulla scarcerazione è stata accolta da molti malumori a Carpi, compreso quello del sindaco Alberto Bellelli: "Risulta avere carichi pendenti e dunque sarebbe stato meglio non avesse mai messo piede qui: ci sembra altresì molto veloce il suo affidamento ai domiciliari". Tuttavia il primo cittadino evita eccessive polemiche con la magistratura e ammonisce anche gli avversari politici: "Basta con lo sciacallaggio di forze politiche e consiglieri comunali: in questi giorni ne abbiamo sentite di ogni genere, soprattutto sui social network. Il 19enne che si sarebbe reso protagonista di questo fatto di cronaca non è stato mai preso in carico dai Servizi sociali, non abita in una casa del Comune e non ha mai richiesto asilo almeno nella nostra città. Invece di esternare questa voglia di strumentalizzazione qualcuno ha forse pensato alla ragazza vittima di questo fatto di cronaca? Io le ho telefonato ringraziandola per il coraggio dimostrato e sottolineando la vicinanza dell'amministrazione. Il problema in Italia è la giustizia, che deve essere più celere e capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e garantire la loro sicurezza. Noi come amministrazione continueremo a investire nelle attività del nucleo antidegrado della Pm, nella collaborazione interforze con la nostra Polizia municipale e avendo da poco stanziato 2 milioni di euro per aggiornare e aumentare il numero delle telecamere. E magari gli stessi che polemizzano – conclude Bellelli - potrebbero chiedere al nuovo Ministro dell'Interno quegli adeguamenti degli organici mai ottenuti”.
 

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