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Roberto Rubbiani

Roberto Rubbiani

Serramazzoni: disastro manageriale per il candidato sindaco Rubbiani

L'ultima avventura da direttore generale si è conclusa alle Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa con dimissioni dall'incarico e perdite per circa 13 milioni di euro. Il caso approda in consiglio regionale

Roberto Rubbiani fonda la sua candidatura alla carica di Sindaco di Serramazzoni sull'esperienza manageriale, nonostante la sua ultima avventura non sia andata proprio benissimo: perdite per circa 13 milioni di euro e dimissioni. L'ex direttore generale dell'Ausl di Modena, dal 2007 al 2010 ha assunto lo stesso incarico presso le Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa. Come denunciato dal capogruppo Pdl in consiglio regionale Luigi Giuseppe Villani, "tale piano industriale prevedeva una serie di interventi che si sono rivelati disastrosi, tanto che la Società, fino al febbraio 2010, quando Alessandrini e Rubbiani hanno rassegnato le dimissioni, ha accumulato perdite per circa 13 milioni di euro".

HOTEL VALENTINI - Villani non perde l'occasione per snocciolare nel dettaglio gli interventi che avrebbero affossato la società delle Terme: "Nel 2009, dopo aver investito ben 4,5 milioni di euro nella ristrutturazione dell’Hotel Valentini, per reperire i fondi necessari viene predisposto un leasing back su questo immobile che viene acquistato dalla Società Compagnia delle Terme, di cui è proprietaria la Società Terme al 100%, avente capitale sociale di 50 mila euro e il cui presidente era lo stesso Rubbiani. La Società Compagnia delle Terme, per acquistare l’Hotel Valentini, accende un leasing per 15 milioni di euro della durata di 18 anni e si impegna a pagare un canone di circa 900 mila euro all’anno. L’operazione, però, serve quasi unicamente a saldare gli 8 milioni di euro di debiti contratti con i fornitori, tanto che per finire di pagare i lavori dell’Hotel Valentini, viene accesa un’ipoteca di 7,2 milioni di euro sul Centro Benessere Berzieri, sempre di proprietà della Società Terme. Il risultato dell’operazione del duo Alessandrini-Rubbiani è che, di fatto, dopo la ristrutturazione del Valentini la Società Terme perde la proprietà delle sue due strutture termali più importanti pur continuando ad accumulare debiti, per fronteggiare i quali i due dispongono la dismissione anche degli ultimi cespiti patrimoniali e degli ultimi terreni posseduti".

PISCINE - A fronte di questa drammatica situazione debitoria, prosegue il capogruppo Pdl in consiglio regionale, "viene effettuata la fusione tra la Società Terme e la Società Terme di Tabiano, che costa ben 1 milione di euro in consulenze e si rivela inutile, tanto che nel piano di privatizzazione adottato dai nuovi amministratori nel 2011 le due società termali vengono separate - spiega l'esponente berlusconiano - Per finire, il disastro delle piscine termali del Centro Berzieri, che, a fronte di un preventivo di 500 mila euro, sono costate 2,5 milioni di euro, dovevano garantire ricavi per 3,5 milioni di euro ma ad oggi sono praticamente chiuse. Il tutto condito da lettere di patronage a mezzo di delibere di Giunta e Consiglio comunale di Salsomaggiore Terme a garanzia dei debiti contratti".

INTERROGAZIONE - Rubbiani abbandona le terre parmensi: "Viene nominato Presidente della Società Terme Guglielmo Cacchioli - prosegue Villani - che, nel bilancio consuntivo della Società dell’anno 2009, denuncia le condotte aziendali del suo predecessore e dell’ex direttore generale e vara una drammatica riduzione dei costi, con riflessi fortemente negativi sull’occupazione e sui servizi erogati, senza peraltro evidenziare azioni industriali di rilancio dell’attività". Considerato questo quadro dalle tinte decisamente fosche, Villani ha annunciato di avere portato in regione il caso delle Terme presentando "un’interrogazione per chiedere al Presidente Errani e alla Giunta regionale se non ritengano opportuno promuovere risolutamente un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex Presidente Alessandrini e dell’ex Direttore Generale Rubbiani, di concerto con il Comune di Salsomaggiore Terme e la Provincia di Parma, gli altri due soci pubblici della Società Terme, a tutela della Società medesima e nell’interesse dei cittadini, colpiti dalla crisi economica in cui versa la città provocata da questo vergognoso sperpero di denaro pubblico”.

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