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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Emergenza rifiuti, il pattume della Liguria negli inceneritori emiliani

Ormai vicino l'accordo tra Bonaccini e Toti per "importare" i rifiuti che la Liguria non riesce a smaltire in questo periodo di emergenza. Dovrebbero arrivarne circa 60mila tonnellate, che saranno smistate anche a Modena

I contatti ci sono e nei prossimi giorni saranno i due presidenti, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, a decidere il da farsi. Ma l'Emilia-Romagna non dovrebbe avere problemi a soccorrere la Liguria per risolvere l'emergenza rifiuti. La prima richiesta di aiuto era partita già dalla Giunta Burlando: dopo la chiusura 'temporanea' della discarica genovese di Scarpino, alla fine dell'anno scorso, i rifiuti liguri sono stati smaltiti in questi mesi dal gassificatore piemontese Tmr. 

Ma l'accordo col Piemonte si è esaurito, così come è finita la capacità di accogliere rifiuti da parte della Regione governata da Sergio Chiamparino. E cos' il neo governatore Toti ha chiesto aiuto a Bonaccini: i due presidenti sono in contatto, la richiesta da parte della Liguria e' stata rinnovata e si dovrebbe raggiungere un accordo nei prossimi giorni. Si parla di circa 60.000 tonnellate di rifiuti liguri che verrebbero accolti in Emilia-Romagna, una quantità "del tutto sostenibile" per gli impianti del territorio, spiegano in Regione. 

Proprio nei giorni scorsi, la Giunta Bonaccini ha raggiunto un accordo con i gestori dei termovalorizzatori, Hera e Iren: tra le altre cose, si prevede che i rifiuti da fuori regione siano smaltiti in Emilia-Romagna solo per "eventuali emergenze di durata limitata, in un'ottica di solidarietà fra i territori e previa autorizzazione della Regione".

(DIRE)

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