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Terremoto: “Corruzione e parcelle gonfiate”, esposti degli Ingegneri

L'Ordine degli Ingegneri parla di "illegalità diffusa", citando diversi casi registrati nelle zone del cratere emiliano e trasformati in cinque diversi esposti alla Procura. L'annuncio oggi in un dibattito sul post-sisma

"Sospetta corruzione" tra impresa esecutrice, proprietario dell'immobile e tecnici comunali, con l'aiuto dei professionista che ha diretto i lavori, finalizzata ad ottenere contributi regionali più alti rispetto all'importo dei lavori da eseguire (una denuncia). Ma anche una certa "illegalità diffusa" tra proprietari ed imprese esecutrici per ottenere costi ufficialmente più alti ma spese effettive più basse (cinque denunce). E ancora imprese che offrono, anticipando soldi, pacchetti "tutto compreso", dalla progettazione fino alle spese di alloggio del personale (sospetta usura nel caso non sia riconosciuto il contributo della Regione). Oppure offerte di acquisto di immobili danneggiati o non più agibili a prezzi stellari.

Per non dire dei professionisti che, oltre ad esternalizzare pratiche a uffici non meglio identificati, garantiscono il buon esito degli iter autorizzativi a fronte di un +10/15% in parcella. Completa il quadro la "ormai accertata" presenza di aziende infiltrate anche nelle opere di primo intervento. È questo l'inquietante quadro che emerge a proposito della ricostruzione dopo il sisma emiliano del 2012. Se n'è parlato oggi pomeriggio a Modena ad un convegno nella sala Europa promosso dall'associazione Libera e dalla Cgil, in presenza del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, sulla "legalità" legata al sisma.

È Beatrice Fonti, consigliera dell'Ordine degli ingegneri di Modena e referente del Cup, a parlare dell'illegalità, anche quella non necessariamente legata alle infiltrazioni malavitose. In particolare, si fa riferimento alla prima fase della ricostruzione: sembra infatti che, al momento, le cose siano migliorate. A fronte delle continue segnalazioni arrivate dagli stessi professionisti, in ogni caso, sono partiti diversi esposti alle procure della Repubblica dell'Emilia-Romagna e, per ora, viene riferito soltanto che "le indagini sono in corso". Il problema dei preventivi gonfiati, ad esempio, tuttora resta urgente per il 50% dei professionisti interpellati sul tema a Modena.

Se lo stato dell'arte della ricostruzione emiliana "non è male", come assicura a piu' riprese il presidente della fondazione Libera informazione Santo Della Volpe, anche facendo un parallelo con la più problematica L'Aquila, i problemi in Emilia restano. Tra le soluzioni proposte, Fonti cita la regolarizzazione completa dei subappalti, l'aumento dei controlli nei cantieri "con tecnici terzi, non dell'Ausl o dei Comuni", anche in merito alle entrate e alle uscite di persone e mezzi. Oppure "un ufficio unico sulla ricostruzione, quanto meno a livello di Unioni dei Comuni" come insegna la vicenda della Bassa bolognese. Ma servirebbe pure la tracciabilità degli atti e delle parcelle dei professionisti. (DIRE)

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