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I dissidenti leghisti: "L'espulsione? Per noi giunge come una liberazione"

"Impossibile fare politica in questo modo". Lontani i tempi in cui la pattuglia padana era una corazzata di sei consiglieri: si va verso il monogruppo con Barberini

"Noi avremo un gruppo consiliare che sarà di dimensioni doppie rispetto a quello della Lega". Il nuovo gruppo che dovrebbero formare Nicola Rossi e Walter Bianchini batterà due consiglieri a uno la compagine leghista che conterrà il superstite Stefano Barberini. Lo stesso Rossi, a livello di regolamento del consiglio comunale, continua attualmente a ricoprire l'incarico capogruppo del Carroccio in piazza Grande, ma è stato diffidato da una nota ufficiale a qualificarsi come tale. Così come il consigliere Walter Bianchini che, testuali parole, è e sarà sempre leghista, ma non alle condizioni imposte da questa segreteria.

COMANDO - Sembrano lontane anni luce quelle settimane d'oro del 2010 in cui il Sole delle Alpi irraggiava piazza Grande con i suoi sei consiglieri comunali (Bellei, Barberini, Galli, Taddei, Manfredini, Rossi): oggi, a tenere alti il colore verde padano c'è solamente il verace Barberini che, forte del sostegno delle segreterie, a breve ritornerà ad ottenere lo scettro di capogruppo. Ma quando? Difficile stabilire una scadenza certa: il regolamento del Consiglio Comunale stabilisce chiaramente l'autonomia dei consiglieri rispetto ai partiti, i quali non possono muovere gli eletti come pedine su una scacchiera: “Io sono ancora capogruppo Lega Nord e per trasparenza verso i nostri elettori vorrei sapere come sono stati spesi i soldi pubblici destinati al finanziamento dell'attività politica del gruppo”. È perentorio il tono di Nicola Rossi nel ribadire il concetto espresso ormai due settimane fa, “ma da allora non è cambiato nulla - ha aggiunto - Vedere i consiglieri comunali come delle scimmiette che sottostanno agli ordini delle segreterie è offensivo, noi pensiamo che la Lega nelle nostre zone abbia valori profondamente diversi da quelli del profondo nord lombardo-veneto: da noi si vota Lega Nord perché la gente vuole risposte in termini di sicurezza , non certo per compiere chissà quali secessioni”.

OFFESE - “Adesso loro sono dei nemici e noi dobbiamo farli fuori politicamente”. Le pesanti parole dell'ex collega di gruppo Stefano Barberini hanno lasciato basiti i destinatari di questo attacco: “Per noi la notizia dell'espulsione giunge quasi come una liberazione – affermano Rossi e Bianchini – Per certi versi si conclude una vicenda agghiacciante, non vogliamo avere nulla a che vedere con persone dedite a lanciare offese personali: in ogni caso, continueremo a dialogare con l'elettorato leghista che ci segue che è assolutamente deluso da questo tipo di politica”. Secondo i consiglieri dissidenti, la richiesta di dimissioni è irricevibile: “Credo sia una cosa ridicola – ha commentato Rossi – Questa è una cosa che non esiste a livello di regolamento di consiglio comunale e noi resteremo esattamente dove siamo ora: c'è una battaglia per la trasparenza da portare avanti e lo faremo sempre all'opposizione”.

NUOVO GRUPPO – Una cosa è certa: i dissidenti leghisti espulsi non entreranno nel Pdl, ma formeranno un nuovo gruppo assolutamente nuovo. Molta incertezza ancora sul nome, elemento di non poco conto su cui Nicola Rossi si guarda bene dal sbilanciarsi: “Abbiamo qualche idea – dice per poi lasciarsi andare ad una battuta per sdrammatizzare - Magari, potrebbe essere di rottura con il passato come 'Serietà e trasparenza'”.

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