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Favarin (Sel): "No alla Virgin al Direzionale Manfredini"

Il coordinatore cittadino dei vendoliani: "Non è possibile costruire il centro fitness in un'altra parte della città, dove magari si sconta l'assenza di impianti d'acqua?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Il Circolo di Modena di Sinistra Ecologia Libertà intende esporre alcune riflessioni (e preoccupazioni) in merito all’autorizzazione della costruzione di un centro fitness (palestra multipiano e piscina) al posto del’ex-area parcheggi del Direzionale Manfredini (noto come Alcatraz).

Le nostre riflessioni sono legate all’impatto che questa soluzione comporta, sia sotto il profilo urbanistico, sia per quanto concerne le attività promosse dall’Ass. Amici del Nuoto presso l’adiacente Piscina dei Vigili del Fuoco (che, occorre ricordarlo, dispone anche di 2 palestre attrezzate).

Sotto il profilo urbanistico, occorre considerare che, per quanto auspicata, la riqualificazione del Manfredini comporterà volumi notevoli di traffico veicolare su una strada (Via Monsignor della Valle) ad oggi “residenziale”. La decisione, poi, di consentire la costruzione del centro fitness su quelli che erano i parcheggi di servizio del Manfredini, comporterà la necessità di costruirne dei nuovi, con un ulteriore carico urbanistico. La nuova piscina-palestra, in ultimo, sorgerà a pochi metri dalla piscina dei Vigili del Fuoco, che d’estate è solita accogliere numerosi cittadini per attività all’aperto: una struttura di 16/19 metri di altezza che inevitabilmente toglierà aria e luce, ingredienti principali di chi ama il nuoto all’aperto. La riflessione: non è possibile costruire il centro fitness in altra parte della città, dove magari si sconta l’assenza di impianti d’acqua (o, al limite, all’interno del Direzionale Manfredini), evitando di costruire una struttura impattante e di dover realizzare nuovi parcheggi auto (pagati da chi poi?).

 
Per quanto concerne l’impatto sull’attività dell’Ass. Amici del Nuoto, occorre fare un paio di premesse. Si tratta di una associazione senza fini di lucro, che da anni offre un ottimo servizio alla città. Tra questi, alcuni sono servizi a sfondo sociale: ci riferiamo alle attività rivolte a disabili, bambini, anziani, persone post-traumatizzate. L’associazione si può “permettere” questa attività solo grazie a servizi più remunerativi (es. corsi) che però oggi vengono messi in discussione dalla presenza di un soggetto concorrente letteralmente dietro l’angolo. La riflessione: quali sono le considerazioni che hanno portato alla scelta di collocare 2 piscine e 2 palestre nell’arco di 50 m? Perché mettere in discussione un servizio presente e da tutti
ritenuto valido, con finalità anche sociali, per consentire un investimento di privati? Che non devono essere assolutamente messi in discussione, ma sicuramente valutati nel loro impatto sulle funzioni utili per la città e sulla qualità del nostro vivere quotidiano.
 
Confidiamo nella volontà – politica e amministrativa – di porre rimedio a un progetto a nostro avviso – ma anche a detta di altri – “nato male”. Pensiamo sarà difficile arrivare a mediazioni con un privato che – con il proprio piano commerciale e le logiche di profitto – ha tutti i diritti di svolgere la propria attività come crede. Riteniamo invece indispensabile che si riprenda una riflessione su cosa sia meglio fare nell’interesse di tutti. 
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