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"Favorire l'accessibilità ai vaccini", Ok alla mozione in Consiglio Comunale

L’odg presentato da Scarpa (Sinistra per Modena) invita anche l’Amministrazione comunale a sostenere la campagna europea “Nessun profitto sulla pandemia”

Sollecitare la Regione Emilia-Romagna affinché si attivi per favorire l’accessibilità dei cittadini ai vaccini contro il Coronavirus e sostenere la campagna europea “Per il diritto alla cura, nessun profitto sulla pandemia”, sottoscrivibile online sul sito web www.noprofitonpandemic.eu, per diffonderne la conoscenza sul territorio.

Sono gli inviti che rivolge all’Amministrazione di Modena l’ordine del giorno approvato nella seduta di giovedì 19 maggio del Consiglio comunale. La mozione, presentata dalla prima firmataria Camilla Scarpa per Sinistra per Modena e sottoscritta anche da Europa verde – Verdi e Modena civica, ha ricevuto il voto a favore pure di Pd e Movimento 5 stelle. Astenuta Lega Modena, contrari Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia; assenti Forza Italia e Modena sociale.

La mozione in dettaglio

Illustrando il documento, la consigliera Scarpa ha spiegato innanzi tutto che la salute “è un bene universale fondamentale e tutti hanno diritto alla protezione contro il Covid” grazie ai vaccini, la cui diffusione nel mondo costituisce un processo da velocizzare “anche per limitare l’insorgenza delle varianti del virus”. Nel percorso, ha precisato, dovrebbe prevalere “il principio della solidarietà e non i profitti privati delle multinazionali del farmaco”.

Partendo da queste premesse, la mozione ricorda l’esistenza della procedura, prevista per i governi nazionali, in base a cui in caso di emergenza sanitaria “si possono obbligare le aziende che possiedono i brevetti a concedere ad altri l’uso della licenza, con l’obiettivo di permettere anche a realtà non detentrici del brevetto di produrre versioni equivalenti dei farmaci, pagando una royalty titolare della proprietà intellettuale”. Secondo l’ordine del giorno questa possibilità risulterebbe opportuna pure alla luce “degli ingenti finanziamenti pubblici già erogati alle aziende produttrici per lo sviluppo e la produzione su larga scala di vaccini”, anche in considerazione dell’opposizione di alcuni Paesi all’ipotesi internazionale “di sospendere i brevetti su vaccini e trattamenti anti-Covid”. Una condotta, quest’ultima, che va a discapito “del diritto alla salute della comunità mondiale”.

A favore della diffusione dei vaccini, quindi, la mozione richiama l’azione e le finalità della campagna “Per il diritto alla cura, nessun profitto sulla pandemia” promossa dai cittadini di diversi Paesi: si tratta di un’iniziativa, avviata anche in Italia, volta a sollecitare le istituzioni europee affinché rendano i vaccini e le cure anti-pandemiche un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti. Per esempio, la campagna sottolinea che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, “non dovrebbero ostacolare l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro il Covid”.

Il dibattito

Aprendo il dibattito prima dell’approvazione per Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia, Elisa Rossini ha sottolineato che i brevetti rappresentano “un mezzo per stimolare la ricerca e la commercializzazione di nuovi prodotti farmaceutici che vanno a favore della comunità”, come è emerso in occasione della pandemia. Inoltre, ha aggiunto che una eventuale revoca delle licenze “disincentiverebbe l’azione di ricerca delle aziende farmaceutiche oltre a compromettere l’intero impianto brevettuale legato alla sanità”.

La tutela della proprietà intellettuale costituisce “uno stimolo per la ricerca scientifica globale”, ha osservato Barbara Moretti (Lega Modena), segnalando perciò l’importanza di proteggerla. La consigliera ha poi ipotizzato, in caso di emergenza sanitaria, la definizione di “percorsi di deroga sulle licenze, nell’ottica di garantire l’accesso ai farmaci su scala mondiale”, contemperando quindi entrambe le esigenze.

Con l’obiettivo di rendere il mondo “un posto più giusto ed equo”, Giovanni Silingardi (M5s) ha suggerito di fare “un piccolo passo indietro” al sistema economico, in maniera tale da agevolare la diffusione dei vaccini anche e soprattutto nei Paesi più arretrati. “Peraltro il dilagare dei contagi di persone non vaccinate – ha aggiunto – non fa altro che aumentare la circolazione del virus in un pianeta sempre più globalizzato”.

Riconoscendo che la tutela della proprietà intellettuale “è un caposaldo del diritto e uno stimolo per le imprese”, Stefano Manicardi (Pd) ha sottolineato che “tutti dovrebbero aver diritto alle cure, come indicato pure nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”. Peraltro, maggiore omogeneità nella distribuzione del vaccino “avrebbe limitato l’insorgenza delle varianti, a vantaggio di tutti”.

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