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Appalto per le scuole Frassoni, il Comune: “Verificata ogni singola virgola”

Ferioli interviene ancora sul caso della scuola sotto inchiesta per il cemento depotenziato. Aveva fatto discutere l'appalto aggiudicato da una commissione presieduta da Giulio Gerrini, poi arrestato nell'inchiesta Aemilia

Continua a far discutere l'inchiesta sul cemento depotenziato che ha scosso ancora una volta Finale Emilia. Se sul fronte delle indagini tutto resta congelato dal riserbo della procura, il tema si presta ovviamente ad un acceso scontro politico, amplificato dalle imminenti elezioni amministrative. Da più parti il focus è stato spostao sul ruolo dell'amministrazione comunale nella costruzione della scuola media e sulla gara d'appalto per l'affidamento dei lavori, che visse lo scorso anno un iter travagliato.

"E' vero, sulla gara delle Scuole Medie Frassoni furono molti gli assalti delle minoranze, gli esposti e le segnalazioni agli organi competenti – commenta il sindaco Feriolo – ma tutto verteva sulla presenza dell'ex capo dell'Ufficio Lavori Pubblici del Comune, Giulio Gerrini, come presidente nelle commissioni di gara. Una presenza che, dopo il 28 gennaio 2015, giorno del suo arresto nell'inchiesta Aemilia, portò a pressanti richieste per bloccare una gara i cui contenuti a noi risultavano assolutamente regolari. In ogni caso, da gennaio 2015 all'avvio del cantiere per le nuove scuole, avvenuto a luglio 2015, ben 6 mesi dopo, l'Amministrazione ha verificato ogni virgola di quella gara e della sua aggiudicazione e addirittura, per essere sicura di non essere colta in fallo, ha chiesto pareri all'Avvocatura dello Stato”.

La gara è poi risultata essere assolutamente regolare. L'azienda che se l'è aggiudicata, l'AeC di Zaccarelli, ha proprosto uno sconto dell'8%, contro uno sconto del 20% del secondo arrivato. Proprio alla direzione dei lavori di AeC si sono rivolte le attenzioni della magistratura e della Polizia, portando ieri alle dimissione del presidente della società mirandolese, Stefano Zaccarelli.

Ma Ferioli prosegue: “Che ora le minoranze si affrettino a dichiarare che loro avevano previsto quanto oggi sta emergendo, richiamando gare al massimo ribasso inesistenti e mischiando la realtà, senza conoscerla o distorcendo ciò che è successo, buttando nel mucchio commissione antimafia e amianto, mi fa pensare ad avvoltoi senza scrupoli che usano una situazione devastante per una comunità per i propri fini elettorali, arrivando addirittura a ipotizzare per la nostra partecipata Sorgea - che opera nei servizi idrici integrati e ambientali - un ruolo di possibile gestore in un appalto di una scuola. Basta”.

Come già aveva avuto modo di fare dopo la pubblicazione dell'inchiesta, Fernando Ferioli chiede ancora una volta con la massima urgenza “analisi approfondite per capire se le strutture che devono accogliere i nostri ragazzi sono sicure oppure no”.

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