Finale Emilia, l'acqua e il ciclo dei rifiuti ritornano pubblici

Sarcastico il commento di Stefano Lugli (Prc): "Il merito non è certo del consiglio comunale: Questa è una vittoria straordinaria del movimento dei beni comuni, che piega la politica alla volontà popolare ed impedisce lo scippo di un patrimonio pubblico costruito da generazioni di finalesi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

L’acqua e il ciclo dei rifiuti a Finale Emilia sono tornati pubblici e il servizio idrico e lo smaltimento dei rifiuti continueranno ad essere gestiti nell’esclusivo interesse collettivo, senza alcun scopo di lucro. Un’ottima notizia che salutiamo con favore nel momento in cui un Governo incapace vuole privatizzare tutti i servizi pubblici del paese. Lo ha stabilito il consiglio comunale del 6 settembre recependo il risultato referendario del giugno scorso e, conseguentemente, revocando le delibere di privatizzazione di SorgeAqua e Geovest approvate nel dicembre 2010 dal Pd con la benevola astensione del centrodestra.

Prendiamo atto che la maggioranza ha mantenuto la promessa di restituire ai cittadini la piena titolarità di SorgeAqua e Geovest, ma affermiamo che il merito non è certo del Consiglio comunale. Questa è una vittoria straordinaria del movimento dei beni comuni, che piega la politica alla volontà popolare ed impedisce lo scippo di un patrimonio pubblico costruito da generazioni di finalesi.

Non abbiamo infatti dimenticato che mentre era in corso la battaglia politica per impedire la privatizzazione dell’acqua, il Pd in consiglio comunale andava in tutt’altra direzione. Ha prima bocciato la proposta di modifica dello Statuto comunale per definire l’acqua bene privo di rilevanza economica, ha poi respinto la richiesta di moratoria per fermare l’iter di privatizzazione in attesa dell’esito referendario, e infine ha proceduto ad avviare l’iter di vendita ai privati delle quote di SorgeAqua e Geovest con il consenso delle destre.

Non abbiamo dimenticato nemmeno le falsità raccontate ai lavoratori di SorgeAqua dall’ex Sindaco Soragni e il silenzio di tutto il consiglio comunale - con la sola nostra eccezione - di fronte a tali infondate affermazioni: le false minacce di perdita del posto di lavoro per i lavoratori di SorgeAqua se non si fosse andati verso la privatizzazione sono una delle pagine più nere del Consiglio comunale finalese.

Salvate SorgeAqua e Geovest dalla privatizzazione ora chiediamo che il Comune renda le due società non solo pubbliche, ma anche trasparenti e partecipate. Proponiamo per questo l’istituzione di una Consulta dei beni comuni, composta da cittadini singoli e associati, che garantisca la gestione partecipata dei beni riconosciuti come comuni attraverso la partecipazione di un proprio rappresentante alle sedute dei Consigli d’Amministrazione in cui il Comune è presente. Riteniamo necessario, per garantire la massima trasparenza nella gestione dei servizi pubblici, che obiettivi, valutazione dei risultati, nomine nei consigli d’amministrazione e bilanci delle società del Comune siano pubblici e di facile accesso.

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