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Campo nomadi di Carpi, ulteriori fondi dal Comune o nuove soluzioni?

L'area di via Nuova ponente, dove sono stanziate 71 persone cui il Comune paga acqua e luce, potrebbe finalmente essere smantellata. Ma le scelte dell'Amministrazione non sono ancora chiare

Ritorna di attualità la questione, mai risolta, del campo nomadi di via Nuova Ponente a Carpi. Il tema è stato ripreso dal blog identità.com, scatenando la reazione del sindaco Enrico Campedelli. Di fronte alle accuse che il sito web rivolgeva al Comune di Carpi, ossia l'intenzione di quest'ultimo di finanziare nuove soluzioni abitative permanenti per i nomadi, il primo cittadino carpigiano si è sentito in dovere di smentire immediatamente. 

Campedelli ha spiegato che “per il 2013 poi non è ancora stato definito alcun tipo di impegno economico visto che il Bilancio preventivo non è stato ancora né approntato né approvato. Non abbiamo mai però pensato – prosegue il sindaco – di pagare a queste famiglie casette in legno per trasferirsi o tantomeno di reperire per loro alloggi di edilizia popolare”. Negli anni passati il Comune ha destinato al campo di via Nuova Ponente cifre via via crescenti (dai 40mila euro del 2006 ai 70mila del 2012), per coprire le utenze delle famiglie. Oggi nel campo risiedono in totale 71 persone, cittadini italiani di etnia Sinti, sistemati in camper e roulotte.

Il tema è dibattuto da ormai molti anni, senza che siano seguite iniziative concrete e interventi in quell'area, antistante il centro commerciale Borgogioioso. Quello che è certo è che non esistono atti formali deliberati dall'Amministrazione, ma solo dichiarazione dei suoi rappresentanti.  “La volontà dichiarata dell’amministrazione – precisa ancora una volta Enrico Campedelli - è quella di superare il Campo nella sua forma attuale. Prima del sisma si era sviluppato, con il confronto attivo con le famiglie presenti, un percorso che puntava a portare allo smantellamento della condizione attuale. Principi cardine di questo intento sono la valorizzazione di progetti di autonomia abitativa e, quando percorribile, il superamento della roulotte o del camper.

Il nuovo dato che emerge è la volontà da parte degli stessi occupanti di quello che viene ufficialmente definito “campo sosta” di trovare una sistemazione stanziale, per la quale avrebbero chiesto al Comune un supporto o addirittura dato la disponibilità ad acquistare terreni. Che questa volta la soluzione sia finalmente meno lontana? Forse si dovrà attendere di leggere il bilancio previsionale del Comune per scoprirlo.

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