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Due appartamenti confiscati alla criminalità a Formigine, il Comune li chiede per progetti sociali

Formigine richiede l'uso degli immobili per iniziative contro la violenza alle donne e servizi sociali. Il pressing del sindaco Costi

In tema di legalità, continua l’impegno del Comune di Formigine con un progetto sui beni confiscati. Si è infatti tenuta a Bologna il 13 dicembre scorso la prima Conferenza dei Servizi  regionale che ha avviato l’iter per mettere a disposizione degli enti locali un primo lotto di beni immobili sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. 

Formigine ha avanzato la propria candidatura e manifestazione d’interesse per fare da apripista assieme ad altri 11 comuni del territorio regionale. L’idea progettuale che è in corso di elaborazione prevede la destinazione degli immobili sul territorio formiginese (un paio di appartamenti con relative pertinenze) a iniziative contro la violenza alle donne e servizi sociali. 

Non appena il percorso di assegnazione al Comune di Formigine da parte dall’ANBSC (Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati) arriverà alla fase conclusiva con il decreto di assegnazione, il progetto entrerà nella fase operativa. 

“Per noi, la destinazione sociale dei beni sottratti alla criminalità - afferma il sindaco Maria Costi - è un principio di giustizia irrinunciabile. Siamo davvero orgogliosi di far parte di questo primo gruppo di enti locali che con l’importante supporto dell’Assessorato alla Legalità della Regione Emilia-Romagna è riuscito a svolgere le pratiche per l’assegnazione dei beni. Si tratta di un tassello importante di giustizia che si aggiunge all’impegno di questi mesi con i protocolli siglati con la Prefettura e l’accordo di programma con la Regione per costruire una Formigine sicura e solidale”.

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