Politica Caduti in Guerra

Frank Angyei, illegittimo il provvedimento di espulsione

L'operaio ghanese ha lavorato regolarmente in Italia per 14 anni fino a quando, a causa di una condanna per detenzione di hashish risalente al 2002, nel 2010 è stato espulso dal Paese e rimpatriato. Prc: "Ora chi lo risarcirà?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Vi ricordate di Frank Agyei? L’operaio ghanese da 14 anni in Italia e residente a Modena con un regolare contratto d’affitto, carpentiere a San Prospero con un lavoro a tempo indeterminato da 14 anni, ma che risultava contemporaneamente clandestino e in regola, e che fu espulso senza attendere il processo nell’ottobre 2010? Frank Agyei per l’errore di un qualche ufficio era contemporaneamente clandestino e regolare, e non servirono a nulla gli appelli di sindacati, partiti, associazioni, datore e colleghi di lavoro per impedirne una precipitosa espulsione da parte della Questura.
Bene l’iter giudiziario si è concluso e il provvedimento di espulsione è stato ritenuto illegittimo.

Noi, che da sempre contestiamo le leggi razziste che governano l’immigrazione nel nostro paese e che diciamo che la clandestinità non può essere un reato, pensiamo che questa vicenda copra di vergogna il nostro Paese e le sue leggi razziste e violente.

Non abbiamo dimenticato l’atteggiamento pilatesco della Questura che all’epoca dei fatti non intervenne per impedire l’espulsione nonostante fosse evidente che la particolare condizione di Frank era da ricercare nell’errore di un qualche ufficio pubblico.

Non abbiamo dimenticato la deportazione di Frank in Ghana, avvenuta di notte come se fosse il più pericoloso dei criminali; con il fratello di Frank disperato che chiedeva il perché di tutto questo ai nostri militanti che seguivano questa vicenda.

Non abbiamo dimenticato nemmeno le parole piene di razzismo dei leghisti e delle destre pronte a incolpare lo straniero di turno dei mali dell’Italia, salvo poi considerare Ruby la nipote di Mubarak... “Chi non rispetta le regole a casa! Camel o barcheta e vai!” diceva Manfredini della Lega Nord parlando di Frank in consiglio comunale a Modena.

Ora che giustizia è fatta chi risarcisce Frank per avergli impedito di proseguire la sua vita nel nostro paese? Chi gli restituisce le tasse pagate in Italia per i suoi 14 anni di soggiorno regolare nel nostro paese? La Questura pensa di risarcire Frank per averlo chiuso in un carcere per migranti e spedito in Ghana mettendo a repentaglio la sua vita e quella dei suoi famigliari che in patria si sostenevano con le sue rimesse? Manfredini e tutti i politici che lo hanno insultato pensano di chiedergli scusa?
Siamo certi che Frank non avrà alcun risarcimento e nessuno gli chiederà scusa.

Noi cogliamo l’occasione per far riflettere i cittadini sul il razzismo in cui è precipitato lo Stato italiano. Perché ad un modenese con un lavoro fisso e una casa in affitto tutto questo non sarebbe mai potuto succedere, mentre ad un immigrato può capitare di ritrovarsi in Ghana senza nemmeno capire bene il perché!

Anche oggi invitiamo pertanto alla prudenza Manfredini, Giovanardi e quanti sono pronti a espellere Andrea e Senad, i due fratelli di origine bosniaca ma nati in Italia e rinchiusi nel CIE perché senza il permesso di soggiorno. Facciamo notare che se l’Italia fosse un paese pienamente civile la nascita sul territorio dello Stato corrisponderebbe alla cittadinanza italiana (isu soli); e a due italiani tutto questo non sarebbe mai potuto accadere. Non vorremmo che fra qualche anno le istituzioni e le destre debbano nuovamente chiedere scusa a qualcuno.

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