Lunedì, 21 Giugno 2021
Politica

Elezioni 2018 | Fratelli d'Italia. Barcaiuolo: "Al centro questione sovranità nazionale"

Intervista al rapprensentante el partito di Giorgia Meloni, ala "destra" della coalizione. Al centro della campagna un piano per la natalità e il sostegno alla famiglia, senza dimenticare sicurezza e immigrazione

Un tema centrale nel programma dei FdI è la famiglia. Come si può davvero aiutare le famiglie oggi?

La denatalità e lo squilibrio demografico rappresentano le prime grandi emergenze italiane in questa fase storica ed è venuto il momento di arrestare un processo che ci condanna a una lunga e inesorabile decadenza.  “Il piano per la natalità è il primo tema che abbiamo posto nella coalizione di centrodestra, ed è il primo punto del programma di Fratelli d’Italia. Lo faremo, se andremo al  governo e il costo può arrivare a 15-20 miliardi di euro, ma abbiamo  studiato coperture per 25 miliardi .

“Asili nido gratuiti per tutti, reddito bimbo, congedo di maternità e parentale fino all’80% e fino ai sei anni del bambino, progressiva eliminazione dell’IVA sui prodotti dell’infanzia come i pannolini e latte in polvere. Incentivare la natalità e tutelare la famiglia è la nostra priorità anche con l'applicazione e l’introduzione del quoziente familiare in ambito fiscale;  la deducibilità del costo del lavoro domestico; incentivi alle aziende che assumono donne in età fertile”. “Il totale delle misure richiederebbe coperture per almeno 20 miliardi. E ne abbiamo previste per 25 che arriverebbero dall’assorbimento della spesa per assegni familiari e altri sostegni  alla genitorialità, dai fondi Ue, dalle risorse per l’accoglienza degli immigrati, dallo sblocco all’utilizzo del contante per i  pagamenti, dalla voluntary disclosure della ricchezza liquida, dal  riordino delle aziende partecipate e dal contrasto all’evasione  fiscale dei grandi gruppi”.E', infatti inutile, parlare e fare promesse su tasse e pensioni, specialmente a lungo termine, se non si mette in atto, un piano che possa concretamente aiutare a ribaltare una piramide demografica che senza inversioni di rotta ci porterebbe, secondo i dati del sole 24 ore a far si che L'Italia, già oggi uno dei paesi più anziani dell’Ocse, ad arrivare nei prossimi anni, a causa di un’accelerazione del processo di invecchiamento della popolazione ad una situazione insostenibile. Nel 2050, tanto per dare un’idea di quello che accadrà, ci saranno 74 persone con oltre 65 anni ogni cento persone con un’età tra i 20 e i 64 anni. Oggi sono 38 (erano 23 nel 1980)."

Parliamo di Modena, quali sono 3 cose che vorreste cambiare in città?

Modena è succube in regione di una sudditanza che gli negano di essere ciò che dovrebbe essere: la seconda città e la seconda provincia dell’Emilia-Romagna. Modena è regolarmente superata da Bologna sulle Fiere, da Ferrara sulla cultura, da Parma sulla gastronomia, e ultimamente anche da Reggio Emilia sui trasporti. Modena deve tornare protagonista perchè in ognuno dei campi citati la nostra città dovrebbe fare di più, perchè avrebbe tutti i numeri, le competenze, e la storia per essere capofila. Il piano delle infrastrutture è fermo da anni: la bretella Sassuolo-Campogalliano, la Cispsadana, e la Modena- Lucca, sono tre progetti che aspettano da troppo tempo la loro realizzazione, talmente troppo, che forse nel caso della bretella, andrebbe rivisto e ridimensionato il progetto visto il mutamento delle condizioni. Modena ha bisogno di un nuovo piano regolatore che porti alla riutilizzazione di tantissimi contenitori e spazi inutilizzati, è inutile continuare con il consumo del suolo, penso a Vaciglio, quando prioritariamente andrebbero ristrutturati e ridonati alla città quelle migliaia di metri cubi di palazzi, caserme e scuole oggi del tutto inutilizzati.

Riguardo alla sicurezza, quali sono le vostre proposte per garantirla ancora di più a Modena? 

La sicurezza a Modena oramai, specialmente in alcuni quartieri è diventata una chimera, il numero di stranieri irregolari presenti in città , spesso senza lavoro, non fa che aumentare la percezione di insicurezza. Gli stranieri in Italia sono circa l'8% della popolazione, ma rappresentano il 34,1% della popolazione carceraria e sono i protagonisti principali di alcuni specifici reati (es. il 55% dei furti, il 51,7% dello sfruttamento della prostituzione, il 45,7% delle estorsioni, il 45% dei furti in abitazione, il 41,3% delle ricettazioni, il 39% delle violenze sessuali.)

Fratelli d'Italia, propone da anni un blocco navale per arginare l'immigrazione incontrollata con respingimento verso le coste di partenza degli immigrati clandestini, e valutazione dai porti di partenza di chi ha le condizioni per poter richiedere l'asilo politico, e conseguente distribuzione di questi tra tutte le  nazioni dell'Unione Europea. Negli ultimi anni la situazione è oggettivamente fuori controllo: siamo infatti passati dai 38.000 del 2008, dagli 11.000 del 2009, dai 4.500 del 2010, (ultimo governo del centrodestra) ai 170.000 del 2014, ai 153.000 del 2015, ai 181.000 del 2016 ai 119.000 del 2017(governi a guida PD).

In questo periodo è stato un fiorire di cooperative e imprese private che grazie a questi numeri si sono arricchite, chi non ricorda la frase dell'uomo principe delle cooperative "gli immigrati rendono più della droga" ?. Infatti ai circa 40 euro al giorno che riceve chi gestisce gli immigrati si aggiunge il fatto che la legge non preveda alcun tipo di rendicontazione su come vengano utilizzati questi denari. E' immorale che lo Stato italiano spenda 1.200 euro al mese per ogni immigrato arrivato in Italia quando la pensione sociale è di 478 euro!.

Fratelli d'Italia bloccherà questo buisness, diminuirà i fondi destinati all'accoglienza indiscriminata, pretenderà la distribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli stati europei, e farà entrare solo il numero di stranieri previsti dai decreti flusso in base alle reali esigenze lavorative che ha l'Italia. Inoltre Fratelli d'Italia si farà promotore di una legge e di accordi internazionali con i paesi d'origine che obblighi gli stranieri condannati a scontare nel proprio paese la pena, senza che questa costi nuovamente alle tasche degli italiani.

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