Bologna: sabato 26 maggio i giovani del Pdl danno la scossa al partito

Il Presidente Regionale della Giovane Italia Michele Barcaiuolo: "Fuori il coraggio di dire le cose me stanno, il PdL riparte dall'Emilia. Oltre 50 i modenesi che sabato da Bologna grideranno la loro voglia di cambiare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Fuori la vecchia politica dal PdL, fuori lo Stato dalle tasche dei cittadini, fuori i soldi dalle banche per imprese e famiglie. Idee chiare e il coraggio di dire le cose come stanno: è questo lo spirito con cui tanti giovani amministratori, dirigenti e militanti del Popolo della Libertà di tutto il nord Italia – e non solo – si sono dati appuntamento a Bologna il prossimo sabato 26 maggio. Un messaggio chiaro ai vertici del partito e una scossa per il popolo del centrodestra, che da tempo aspetta, ma soprattutto esige un'azione politica concreta e innovativa, che rimetta l’Uomo e non lo Stato al centro della Società.

“Il centrodestra – spiega il vicecoordinatore del PdL modenese Michele Barcaiuolo – deve assumersi le responsabilità di quanto ha fatto sino ad oggi, sia nel bene che nel male. Questo è indispensabile per potersi ripresentare con credibilità davanti agli italiani che per anni gli hanno dato fiducia e che oggi si sentono, a dir poco, traditi da molti dei loro rappresentanti, impegnati nel sostegno cieco e incondizionato ad un Governo che, in sei mesi, non ha ancora combinato nulla, se non attuare una deriva fiscale che ha sfiancato le tasche dei cittadini e la pazienza degli italiani, sancendo la distanza tra quanto il centro destra aveva promesso e quanto in realtà si sta realizzando”.

Barcaiuolo parteciperà alla manifestazione di Piazza Galvani (ore 16) insieme ad una folta delegazione di oltre 50 persone tra consiglieri e simpatizzanti dell'intera provincia di Modena, soprattutto giovani, che rimproverano
all'attuale classe dirigente immobilismo e inadeguatezza. “Sappiamo bene che molti nel PdL non gradiranno – spiega Barcaiuolo – ma quanto meno questa iniziativa consentirà di fare chiarezza tra chi vuole essere complice di questa situazione e chi invece ha tirato fuori il coraggio di dire le cose come stanno, di attuare il cambiamento, non solo di prometterlo. Dobbiamo intraprendere una strada di rilancio e rinnovamento della classe dirigente e della politica che fondi le proprie radici nel territorio, nel merito e tragga insegnamento dalle esperienze passate”.

La manifestazione è accompagnata da un decalogo di proposte: punti chiave per il cambiamento, sopratutto per la politica stessa, che deve essere capace di sacrificarsi prima ancora di chiedere sacrifici. I giovani invocano un
repulisiti nel PdL, a partire dai condannati e dai nominati attaccati alle poltrone, in favore di una rappresentanza selezionata dal basso, in tutti i livelli. Accanto a questo – primo passo per una politica capace di incidere realmente – vi sono numerose proposte per l'abbattimento della spesa pubblica e di quei rami secchi su cui in Italia stanno appollaiati migliaia di privilegiati di ieri e di oggi, oltre allo snellimento della macchina burocratica e alla
trasparenza dell'amministrazione della cosa pubblica.
Seguono poi le iniziative legate all'economia e al mondo del lavoro, volte a diminuire la pressione fiscale in maniera netta e a riportare in una dimensione umana il sistema
bancario, slegandolo dalla speculazione finanziaria che ha prodotto la crisi che è sotto gli occhi di tutti. Non mancano infine le proposte di riforma istituzionale: la strada del Presidenzialismo e il superamento del
bicameralismo perfetto in favore di un Parlamento dimezzato e snello, per assicurare governabilità e decisionismo.

“Il PdL - conclude Barcaiuolo – deve avere il Coraggio soprattutto di affermare la propria Identità di Movimento Nazionale e Popolare, in cui la tutela della Vita, la Fiducia nell’Uomo e nelle sue capacità di realizzazione, il sostegno alla Famiglia, la meritocrazia, la politica intesa come Servizio, l’Identità Nazionale, la visione Europea della Patria divengono Valori fondanti e costituiscono le fondamenta su cui edificare l’Italia del domani. Perché
affermare, come si cerca di fare oggi, l’esistenza dentro il PdL di qualsiasi proposta culturale significa in realtà negarle tutte. Per questo bisogna avere il Coraggio di dire le cose come stanno. E di farle”.

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