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Sabato, 13 Agosto 2022
Politica

Hera, cambia lo statuto di Hsst: ora ammessi non solo enti locali

Possibile l’ingresso di altri soggetti nella holding che detiene le azioni Hera dei Comuni modenesi. Ok del Consiglio comunale alle modifiche del documento

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

In Hsst-Mo, la holding nella quale gli enti locali modenesi hanno conferito le loro azioni di Hera, sarà possibile l’ingresso di nuovi soci, anche non enti locali, senza venire meno al Patto di sindacato che garantisce la maggioranza pubblica del controllo di Hera e senza ridurre il ruolo di Modena nella multiutility esercitato attraverso Hsst-Mo. Lo prevede la modifica allo statuto di Hsst-Mo che lunedì 8 ottobre ha ottenuto il via libera dal Consiglio comunale di Modena con  il voto favorevole di Pd e Udc, contrario di Pdl e Sinistra per Modena e con l’astensione della consigliera Giulia Morini del Pd.

L’attuale statuto di Hsst-Mo, che possiede 139,6 milioni di azioni Hera, prevede che le azioni della società siano suddivise in azioni ordinarie e azioni con diritto di recesso; tale suddivisione riflette la corrispondente distinzione delle azioni Hera, possedute da Hsst-Mo, fra azioni rispettivamente assoggettate (121,9 milioni) e non assoggettate (17,7 milioni) al sindacato di blocco con cui i soci pubblici di Hera, appunto, ne garantiscono la maggioranza pubblica.

Oggi lo Statuto di Hsst-Mo prevede che tutte le azioni, sia quelle ordinarie che quelle con diritto di recesso, possano essere possedute solo da enti locali. La modifica – ha spiegato il sindaco Giorgio Pighi che è anche presidente del consiglio di amministrazione di Hsst-Mo – consiste nel limitare alle sole azioni ordinarie - che rappresentano l’87 per cento circa del totale - l’obbligo di possesso da parte di enti locali, permettendo che le azioni con diritto di recesso possano essere possedute anche da altri soggetti.

 “A quel punto – spiega il sindaco Pighi – i Comuni, in caso di necessità connesse al difficile andamento della finanzia pubblica, potranno anche prendere in considerazione l’ipotesi di vendere ad altri soggetti una piccola quota di azioni Hsst-Mo che limitiamo alla metà di quelle teoricamente vendibili: sei milioni sui 12,4 ipotizzabili. Per il Comune di Modena sono circa 4,4 milioni. Questo senza perdere il controllo pubblico su Hsst e senza alterare la quota di partecipazione di Hsst, cioè del territorio modenese, in Hera, dove il nostro peso n on cambierà”.

Le modifiche allo statuto prevedono anche il ricalcolo delle azioni ordinarie e con diritto di recesso, quest’ultime si riducono in seguito alla diminuzione del numero di azioni Hera libere possedute da Hsst. Per il Comune di Modena passano da dieci milioni e 9.221 a nove milioni e 265 mila e 367, su di un totale di 73 milioni e 146 mila 447. Altra modifica riguarda il riallineamento del capitale sociale dopo il recesso parziale esercitato dai Comuni di Palagano e Sassuolo alla fine del 2011 e l’adeguamento alle norme sull’equilibrio di genere nelle società a maggioranza pubblica: la legge 120 del 2011 è già in vigore per le società quotate, per quelle non quotate si attende un regolamento attualmente all’esame del Consiglio di Stato. “I criteri di adeguamento sono comunque chiari – ha spiegato il sindaco Giorgio Pighi – e si tratta di riservare, per il primo mandato, al genere meno rappresentato una quota pari ad almeno un quinto degli amministratori e dei sindaci eletti, mentre a regime la quota sarà di un terzo. Le modifiche saranno recepite una volta emanato definitivamente il regolamento attuativo”.

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