Deposito Gas Rivara: Giovanardi scrive al Ministro Passera

Il Senatore Pdl fa pressione sul Ministro alle Attività Produttive per dare una seconda possibilità a Ers, la quale evidenza come, se ci fosse stato il deposito di gas, non ci sarebbe stata alcuna crisi

"Ancora una volta il nostro Paese deve far fronte a criticità derivanti dalla nostra dipendenza energetica dall'estero, in particolare per quanto riguarda le forniture di gas proprio per prevenire queste situazione e permettere ai nostri operatori economici di non andare fuori mercato per il costo dell'energia superiore a quello dei Paesi concorrenti, il Governo Prodi prima e sulla stessa linea il Governo Berlusconi poi avevano prospettato opportunità di autorizzare stoccaggi di gas in profondità". Così l'ex sottosegretario Carlo Giovanardi in una missiva inviata al Ministro delle Attività Produttive Corrado Passera per chiedere un'altra chance al deposito di gas Rivara, frazione di San Felice sul Panaro.

LETTERA - "La società Erg Indipendent - prosegue il Senatore Pdl - ha progettato un investimento di 360 milioni di euro per un impianto di stoccaggio a Rivara di San Felice, mettendo in moto tutte le procedure che la legge prevede per garantire fattibilità e sicurezza degli impianti". Dopo quattro anni di istruttoria,"il comitato di Via del ministero dell'Ambiente ha autorizzato la società ad investire preventivamente circa 20 milioni euro per ulteriori ricerche sul campo, della durata di due anni alla fine delle quali poter determinare se esistono le condizioni di sicurezza per poter permettere al Ministero dello sviluppo economico di dare il disco verde alla realizzazione dell'opera". Però, "sotto la pressione del locale comitato anti gas e dei Comuni della zona, la Regione Emilia-Romagna ha preannunciato di non voler dare l'intesa al Governo neppure per la fase della ricerca scientifica svuotando così completamente l'attività istruttoria degli organismi nazionali". Per eseguire ulteriori approfondimenti, Erg necessita dell'autorizzazione del Ministero presieduto dallo stesso Passera d'intesa con la Regione: "Purtroppo la crisi economica ha investito anche l'Emilia-Romagna con particolare riflessi sui settori energivori come quello ceramico: non a caso l'Asso piastrelle e 40 grandi aziende di quell'area hanno lanciato un appello alla Regione perchè non si opponga pregiudizialmente alla ricerca dimostrando davanti a tutto il mondo che investire in Italia è impresa pressochè disperata".

LA REPLICA DEL PD - Sbuffano i democratici modenesi: "Giovanardi almeno si metta d'accordo con i suoi colleghi di partito, prima di attaccare la Regione!", hanno scritto in una nota i consiglieri regionali Pd Stefano Bonaccini, Palma Costi e Luciano Vecchi. "Pochi mesi fa - ricordano - i consiglieri regionali Pdl Andrea Leoni ed Enrico Aimi hanno votato contro il deposito del gas a Rivara. Così come la Lega, che è stata sua sodale al governo del Paese". La Regione, aggiungono i consiglieri Pd -  così come la Provincia di Modena, così come i nove comuni dell'Area Nord, non hanno alcuna pregiudiziale, ma si sono espressi sulla base dei dati tecnico-scientifici che dimostrano come non sia garantita la sicurezza delle popolazioni del territorio della bassa modenese. Fino a poco tempo fa, Giovanardi interveniva su Modena, settimanalmente, su due questioni: il telo dell'artista Palladino, che avvolgeva la Torre Ghirlandina, per coprire le impalcature dei restauri, e il deposito del gas a Rivara. Dopo che son stati completati i lavori alla Torre e tolto il telo, riconsegnando al suo splendore la Ghirlandina, ormai a Giovanardi pare rimanga soltanto l'ossessione del deposito di gas a Rivara".

ERS - Con l'ipotesi di chiusura (o quasi) dei rubinetti del gas paventata da Mosca, Grayson Nash, amministratore delegatodi Erg Rivara Storage, ha avvertito che, in caso di presenza dell'impianto di Rivara, non ci sarebbe stata alcuna emergenza: "Se l'impianto di Rivara, con la sua erogazione giornaliera di 32 milioni di metri cubi fosse stato già in funzione - ha scritto in una nota - l'attuale crisi non ci sarebbe stata e non sarebbe stato necessario togliere il gas alle industrie e nemmeno alimentare le centrali con olio combustibile, assai più inquinante del metano". In questi giorni di neve e gelo eccezionale, "il Ministero dello Sviluppo Economico e l'Eni - sottolinea Ers - hanno calcolato in circa 25 milioni di metri cubi al giorno il gas che manca all'Italia in questo periodo, una mancata disponibilità che ha obbligato la riduzione dei rifornimenti alle industrie che ne consumano di più, come quelle delle ceramiche, delle piastrelle e dei laterizi, su cui si regge buona parte dell'economia modenese ed emiliana". La dichiarazione di Nash rappresenta l'ennesimo tentativo di far cambiare idea alla Regione Emilia-Romagna, che su Rivara ha più volte detto no, anche pochi giorni fa. "Purtroppo - sottolinea l'ad di Ers - non riusciamo ad avere un dialogo con la Regione ed il Comitato locale che addirittura non vorrebbero nemmeno lo svolgimento delle prospezioni geofisiche", una serie di trivellazioni "necessarie a confermare fattibilità e sicurezza prima di poter procedere con la realizzazione dell'impianto". Nonostante questo, l'azienda non demorde: "Siamo sicuri che prevarrà la ragionevolezza per consentire di effettuare la fase di ricerca scientifica, la sola che può dare una risposta alla domanda di sicurezza, anche sismica".

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