Internet, Ghizzoni (Pd): "Ma i consiglieri Pdl che uso fanno di Facebook?"

Il Parlamentare Pd attacca gli avversari dopo il "Muori Monti" del mirandolese Lugli e dopo il "Non si commemorano gli assassini" del carpigiano Antonio Russo riferito alla morte di Scalfaro

"Chiederò scusa quando si saprà la verità delle 6 condanne a morte proclamate da lui stesso: la storia non si dimentica, io mi limito a ricordarla". Ha le idee chiare Antonio Russo, consigliere comunale Pdl di Carpi sulla mancata partecipazione ieri sera in aula alla commemorazione della scomparsa dell'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro: già alcune ore prima, Russo aveva annunciato le sue intenzioni su Facebook facendo arrabbiare la maggioranza Pd e oggi ha ribadito il concetto, non avendo nulla di cui vergognarsi.

La perseveranza del giovane consigliere ha sollevato le rimostranze di Manuela Ghizzoni: "Le parole - ha commentato il Deputato - sono pietre e Facebook è un luogo di condivisione, non il bar del paese: è grave che chi ha compiti istituzionali non sappia vederne la differenza. Nei giorni scorsi il consigliere comunale del Pdl di Mirandola Marian Lugli che scrive “Muori Monti”, ieri il consigliere comunale del Pdl di Carpi Antonio Russo che bolla Oscar Luigi Scalfaro, ex presidente della Repubblica e uno dei padri costituenti, come un “assassino”. Mi chiedo se queste persone in un incontro pubblico o in un faccia a faccia con altri si sarebbero permessi un linguaggio così greve".

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"Non voglio certo stigmatizzare i social network - ha chiarito la Ghizzoni - però è un dato di fatto che la piazza virtuale sembra offrire l’opportunità di lanciare il sasso, nascondere la mano e pensare di rimanere impuniti, ma in realtà non è e non deve essere così. Da un lato occorre una rinnovata consapevolezza di sé e del proprio ruolo da parte delle persone, dall’altro però occorre anche che i partiti siano conseguenti. Non può essere un caso che quando fatti di questo tipo capitarono nel Pd i protagonisti abbiano poi dovuto dimettersi dal loro incarico istituzionale e di partito. Non è chiedendo di scusarsi, come ha fatto l’onorevole Bertolini con Lugli, che si può chiudere impunemente la questione. Anche questo, credo, faccia parte di quell’impoverimento del senso di una comunità che sfocia così facilmente nell’antipolitica o nel qualunquismo".

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