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Politica Castelfranco Emilia

Nuovo Centro Destra, Giovanardi e gli esponenti emiliani lasciano il partito

La componente giovanardiana di NCD taglia definitivamente il cordone ombelicale con il gruppo alfaniano: "Missione fallita, mutazione genetica della originale vocazione del partito". Pesa il sostegno incondizionato al Governo

Il senatore Carlo Giovanardi, i coordinatori provinciali del Nuovo Centro Destra di Piacenza Romano Tribi, di Reggio Emilia Christian Immovilli, di Modena, Alessandro Lei, il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, i consiglieri comunali di Modena Luigia Santoro e di Rimini Eraldo Giudici, i presidenti di 31 circoli rappresentanti di tutte le realtà territoriali dell’Emilia Romagna hanno sottoscritto un documento in cui prendono atto del fallimento della missione e degli obiettivi che sono stati alla base della nascita del Nuovo Centro Destra, in quanto determinati a contribuire, in periferia come al centro, all'affermazione di un Centro Destra, alternativo alla Sinistra, collegato al Partito Popolare Europeo.

Finisce così l'avventura dei Popolari Liberali nella formazione di Alfano, nata come nuovo contenitore per i moderati delusi dalla liquefazione di Forza Italia, ma divenuto forza di Governo alleata del Partito Democratico. “E’ evidente pertanto – scrivono i firmatari del documento regionale - che l’arroganza del Governo e del Pd è direttamente collegabile all’ incomprensibile atteggiamento dell’NDC disponibile ad accettare qualsiasi forzatura pur di non mettere in discussione la sua partecipazione al Governo sino a teorizzare un’alleanza strategica con la sinistra con una vera e propria mutazione genetica della originale vocazione del partito”.

Il malessere diffuso è stato acuito da alcuni temi di grande attualità, primo fra tutti quello dei diritti civili e delle coppie gay. “PD e Governo vogliono imporre, scavalcando l’NCD e con i voti dei 5 stelle, una vera e propria rivoluzione antropologica come quella del matrimonio gay, con una martellante azione del Presidente Renzi, del Ministro Boschi e del sottosegretario Scalfarotto che, addirittura, ha fatto lo sciopero della fame contro il Parlamento – scrivono i giovanardiani - Analogo disastro è riscontrabile nella gestione totalmente illegale della Commissione per le Adozioni Internazionali, che ha visto negli ultimi tre anni crollare il numero dei bambini adottati”.

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