Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica Zona Industriale / via A.Cavazza, 25

“Assediamo l'inceneritore” e il Guernica chiude via Cavazza

Un catenaccio al cancello dell'impianto Hera per annunciare la manifestazione di domani: "A Modena gli affari che la politica fa Hera sono ben noti a tutti. Per poter fare profitto alla banda dei rifiuti bisogna bruciare, a discapito della nostra salute"

Nella notte il Guernica ha messo in atto un'azione dimostrativa che ha avuto come obiettivo l'impianto di incenerimento di via Cavazza, il cui cancello è stato “chiuso” da una pesante catena metallica. Ad accompagnare il gesto uno striscione con la scritta “O lo bloccate voi o lo blocchiamo noi #21O”. L'azione è stata solo un prologo della manifestazione prevista per domani, sabato 12 ottobre, al grido di “Assediamo l'inceneritore”. L'intenzione, scrive il Guernica in una nota, è quella di “dare un segnale e far capire che tutto è possibile che assediando i luoghi del potere si può mettere in crisi un sistema che non ci appartiene più”.

“Le ultime vicende tecnico politiche hanno riportato in luce la lunga lotta che i comitati popolari stanno portando avanti contro la grande opera inceneritore – spiegano gli autonomi in un comunicato - Quello che è successo in pieno periodo vacanziero, con il cosiddetto blitz di ferragosto, è la dimostrazione di come questa politica sia sempre più distaccata dalla popolazione e sempre più legata a propri interessi economici”.

“A Modena gli affari che la politica fa Hera sono ben noti a tutti – prosegue la nota che annuncia la manifestazione - lo abbiamo scritto e detto con delle inchieste pubblicate sui nostri siti (infoaut.org e saoguernica.org) e lo tocchiamo con mano quando parliamo con i nostri compagni che lottano ogni giorno contro inceneritori, roghi e gassificatori nelle provincie della Campania, i quali ci parlano dei malaffari che avvengono in quelle terre tra rifiuti e costruzioni di centrali e discariche”.

“Dal nostro lavoro di inchiesta sul territorio la prima cosa che abbiamo notato è come di camion “targati” Hera ce ne siano ben pochi, sollevando più di un dubbio rispetto al luogo di provenienza dei rifiuti, dubbi che vengono provati anche dagli articoli usciti oggi su alcuni quotidiani locali (l'importazione dei rifiuti dalla discarica di Malagrotta ndr). Perché lo sappiamo ben tutti che quello che chiamano termovalorizzatore per farci credere della bontà dell'opera, noi preferiamo chiamare con il suo nome reale, inceneritore, per poter fare profitto alla banda dei rifiuti – conclude la nota del Guernica - deve bruciare e bruciare, a discapito della nostra salute”.

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