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Ubaldo Fraulini regge un cartello di protesta

Ubaldo Fraulini regge un cartello di protesta

Ex Amcm, Idv: "Ipocrita celebrare ciò che si sta distruggendo"

La protesta dei dipietristi durante la commemorazione del centenario della prima società elettrica comunale. La replica di Trande (Pd): "Votare per tre volte per Hera e poi protestare richiede una certa disinvoltura"

"Sarebbe come se l'omicida celebrasse il funerale di stato della sua vittima". Con un'analogia un po' forte ma effettivamente calzante, oggi pomeriggio alcuni militanti e simpatizzanti Idv hanno animato una protesta silenziosa in consiglio comunale contro l'amministrazione durante la commemorazione del centenario della fondazione della prima società elettrica comunale che poi sarebbero diventata Amcm, Meta e infine Hera: motivo del contendere proprio la multiutility Hera e la demolizione dell'edificio storico dell'ex Amcm. La protesta, altrettanto silenziosa ma di effetto, è stata condotta anche dalla Lega Nord: prima di abbandonare l'aula all'inizio della commemorazione, il capogruppo Stefano Barberini ha fatto preparare una composizione floreale funebre per porgere l'estremo saluto alla defunta Amcm.

L'ACCUSA - La dimostrazione è stata guidata da Ubaldo Fraulini e il capogruppo Idv Eugenia Rossi che si è detta amareggiata per questa commemorazione: "Siamo passati da una municipalizzata che ben funzionava ad una multiutility su cui noi abbiamo serissimi dubbi: abbiamo dubbi sul fatto che allo stesso tempo sia capace fruttare affari ai privati e di essere al servizio dei cittadini". Sulla demolizione dell'ex Amcm, la Rossi vede una "damnatio memoriae": "Con la demolizione di quelle architetture storiche di enorme valore si cancella la memoria della città, cancellando questa memoria si cancella il passato politico di chi lavorava in connessione con la città per il benessere collettivo. Purtroppo, questa non è più la politica della città - conclude Eugenia Rossi - Trovo ipocrita che si sia arrivati a celebrare ciò che si sta distruggendo, questo mi fa dire che alla vergogna proprio non c'è limite"

LA REPLICA - L'accusa di ipocrisia è stata rispedita al mittente da Paolo Trande, capogruppo Pd, che invece ha sottolineato l'incoerenza di fondo degli artifici della protesta Idv, Fraulini e la Rossi, senza mai citarli direttamente: gli esponenti dipietristi anni fa votarono diversamente in consiglio comunale: "Si può cambiare idea su scelte fatte in passato - ha commentato Trande con una nota su Facebook - ma la coerenza e la chiarezza richiederebbero un minimo di autocritica. Votare per tre volte per Hera o assentarsi quando si poteva esprimere il proprio dissenso e poi dire che "Hera è Attila", al di là del merito, richiede una certa disinvoltura". Le votazioni a cui fa riferimento Trande si sono verificate nel 2005: alla prima, sugli indirizzi per l'aggregazione di Meta ed Hera e l'approvazione del protocollo d'intersa tra comuni, Fraulini e la Rossi si pronunciarono favorevolmente. Nella seconda, per l'approvazione del progetto di fusioneper incorporazione di Meta in Hera, Fraulini voto sì, mentre la Rossi era assente al momento del voto così, come nella terza e ultima votazione per la determinazione del numero di consiglieri di amministrazione e del collegio sindacale di Hera.

 

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