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Tregua tra Ausl e sindacati, sospeso lo stato di agitazione

Incontro in Prefettura tra i vertici della sanità modenese e le sigle sindacali, sul piede di guerra per il carico di lavoro e il turn over. Chiesta una definizione migliore degli prientamenti sulle assunzioni, in particolare degli infermieri

I sindacati a Modena incassano la riapertura del dialogo con l'Ausl grazie all'intervento della Prefettura, che oggi ha portato a sospendere lo stato di agitazione sulle questioni della gestione del personale da tempo sul tavolo. "L'intervento della Prefettura ci ha consentito di riaprire il confronto, che era stato interrotto dall'Ausl in un momento in cui risulta, invece, urgente ragionare sulla riorganizzazione del lavoro sulla base della piattaforma approvata dai lavoratori nelle assemblee", spiegano le sigle in una nota, segnalando che questa settimana entra in vigore la legge 161 del 2014 che recepisce la normativa europea sull'orario di lavoro. In particolare, d'ora in poi non saranno piu' ammesse le deroghe su cui hanno fatto affidamento in questi anni le direzioni aziendali.

In vista del nuovo summit tra le parti mercoledi', allora, "e' necessario che l'Ausl definisca bene i suoi orientamenti in merito a uno specifico piano di azioni mirate al contenimento dello straordinario 2016". Inoltre, incalzano i sindacati, l'Azienda "deve dirci come intende riconoscere ai lavoratori l'impegno straordinario profuso finora per coprire le gravi carenze di organico in tutta la sanita' modenese".

Precisando di leggere "con favore" la "prima apertura" di oggi, Fp-Cgil, Cisl Funzione pubblica, Uil-Fpl, Nursind, Fials e Fsi insieme alla Rsu rilanciano: "Da troppo tempo i lavoratori attendono soluzioni che consentano loro di esercitare dignitosamente la loro professione. Una risposta alle diverse proposte da noi avanzate ad aprile 2015 rappresenta la base da cui partire per ricostruire relazioni sindacali accettabili. La trattativa serve per riconoscere e migliorare una situazione al limite della tolleranza, spesso non congrua rispetto alla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini-utenti".

I sindacati concludono sollecitando anche "gli amministratori locali, in particolare i sindaci che, garantendo la qualita' dei servizi e l'opera dei professionisti sanitari, possono e devono tutelare la salute dei cittadini".

(DIRE)
 

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