Piano Urbanistico, in giugno via alla consultazione. "Obiettivo adozione entro metà 2021"

Annuncio del sindaco Muzzarelli in Consiglio: “Servirà un nuovo patto di comunità”. Il Piano sarà uno degli elementi politici chiave dell'intero mandato amministrativo

Si aprirà a giugno la fase della consultazione preliminare, con tutti gli enti coinvolti, per la definizione del Piano urbanistico generale di Modena. Lo ha annunciato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli al Consiglio comunale nella seduta di oggi, mercoledì 13 maggio, precisando che, nonostante il Covid-19 abbia rivoluzionato l’agenda politica degli ultimi mesi, non cambia l’impegno dell’Amministrazione per l‘adozione del documento urbanistico entro la metà del 2021 per arrivare all’approvazione definitiva l’anno successivo.

“Non intendiamo chiedere proroghe rispetto ai temi previsti dalla legge urbanistica – ha spiegato il sindaco – e il Consiglio comunale sarà protagonista di questo percorso, così come sarà ancora più protagonista della nuova disciplina di governo del territorio, come prevede appunto la nuova legge”.

Nel frattempo, il Consiglio comunale approverà entro giugno anche il Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile: nei prossimi giorni si avvia in Consiglio il percorso di esame delle osservazioni presentate sul Piano adottato lo scorso anno.

“Svilupperemo insieme, con occasioni di approfondimento e di confronto, il lavoro di immaginare la città del 2050, quella che lasceremo ai nostri figli, consapevoli – ha spiegato Muzzarelli – che oggi abbiamo davanti una sfida nuova: il Covid-19 ci catapulterà in una nuova normalità e quindi anche la nostra idea di organizzazione della città, o la percezione di essa, dovrà inevitabilmente essere modificata. Oltre alle cartine, servirà un nuovo patto di comunità”. Il sindaco ha ricordato la minore presenza fisica di questi mesi, la riduzione del traffico, i cambiamenti di utilizzo dei luoghi di lavoro e degli spazi domestici. “Connettività e nuove caratteristiche degli spazi comuni – ha spiegato – diventeranno un problema pratico e quotidiano per la progettazione. In questi giorni sospesi abbiamo anche scoperto la necessità di spazi comuni più confortevoli e attrezzati. Alcune soluzioni del nostro passato agricolo sono tornate di moda: per molte famiglie, ad esempio, il cortile di casa o la sala condominiale libera, sono state una risorsa essenziale per gestire anziani e minori”

Sono riflessioni che entreranno nel lavoro dei prossimi mesi per realizzare un Piano coerente con gli investimenti fatti sulla rigenerazione urbana, per una città che ha, nell’area compresa all’interno delle tangenziali, “enormi opportunità per processi di addensamento” nella prospettiva di disegnare “una Modena che vuole rimanere globale, attrattiva, sostenibile e sempre più compatta, città pubblica e inclusiva”.

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Descrivendo il lavoro sviluppato dai tecnici e dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli, il sindaco ha ricordato come la legge urbanistica cambi radicalmente la forma del Piano: “Non ci sono più Psc, Poc e Rue, ma un unico Piano. Si passa dai retini ai vetrini, termini che ben presto usciranno dal lessico tecnico. dovremo imparare a fare i conti non solo con i Quartieri, ma con i rioni, per la precisione 38, così come abbiamo raccontato nelle assemblee pubbliche di oltre un anno che hanno portato all’adozione del Documento preliminare di indirizzo”. Muzzarelli ha quindi sottolineato che “non ci saranno più diritti edificatori a pioggia e, tranquillizzo i tanti profeti di sventura degli anni passati, non vi sarà alcuna jungla degli accordi urbanistici selvaggi. Ci saranno invece gli obiettivi e le condizioni non negoziabili per le trasformazioni della città. Ci sarà un tessuto urbano ben definito in cui immaginare la città compatta e ambientalmente sostenibile, finalmente con norme e parametri green di stampo europeo”. E ci sarà anche “un nuovo protagonismo del Consiglio comunale che dovrà decidere le trasformazioni che attengono all’addensamento e alla rigenerazione della città: è una sfida politica stimolante e nuova per Modena che deve avere l’ambizione di essere città delle opportunità future, contemporaneamente snodo globale e identità locale. Dinamicità e apertura contro staticità e chiusura”.

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