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Cardiologia, i consiglieri PD: "Meccanismo distorto, Regione intervenga"

Un'interrogazione presentata da democratici modenesi Giuseppe Boschini, Luca Sabattini e Luciana Serri chiede alla Sanità regionale farsi parte più attiva e di vigilare sui passaggi di denaro fra medici, per scongiurare il ripetersi di quanto accaduto al Policlinico

Il "meccanismo distorto", scoperto nel 2012, di gestione della ricerca scientifica e della pratica medica all’interno dell’unità di Cardiologia del Policlinico di Modena, di cui si sono occupati i media anche negli ultimi giorni, è oggetto di un’interrogazione presentata da Giuseppe Boschini, primo firmatario, Luca Sabattini e Luciana Serri (Pd). Le indagini, ricordano i consiglieri, hanno messo pubblicamente in luce, ora con conferme anche in sede giudiziaria, “un meccanismo distorto che, invece di porre il paziente al centro del sistema, vi poneva interessi particolari, esponendo i cittadini a subire, spesso inconsapevolmente, pratiche cliniche e di ricerca non corrette o non autorizzate”.

In tale sistema, sottolineano i democratici, “avevano particolare rilevanza associazioni di promozione della ricerca o dedite alla raccolta fondi che, utilizzate in modo strumentale e non corretto, erano diventate un mezzo attraverso cui azioni improprie sotto il profilo della ricerca e della attività terapeutica finivano per andare a vantaggio privato di personale medico e docente”. La figura della prof.ssa Maria Grazia Modena che ha diretto l’Unità di Cardiologia del Policlinico ed è coinvolta nella vicenda, rimarcano gli esponenti Pd, “risulta a tutt’oggi confermata dall’Università in incarichi didattici, malgrado non possa svolgere la contestuale attività clinica nel reparto, fondamentale per la qualità dell’insegnamento”.

Boschini, Sabattini e Serri, pertanto, chiedono “quali azioni sono state disposte o saranno disposte dalla Regione e dalle Aziende sanitarie e ospedaliere allo scopo di prevenire il ripetersi di casi simili”, ad esempio “curando l’applicazione del nuovo Codice di comportamento dei dipendenti pubblici che regolamenta la raccolta, la gestione e il trattamento delle informazioni in merito a possibili conflitti di interesse da parte del personale medico e di ricerca nelle aziende ospedaliero-universitarie”.

I consiglieri domandano inoltre “se possano essere applicabili disposizioni sul modello del 'Physician payments sunshine act' americano, in base al quale le transazioni finanziarie, in denaro o in natura, tra un medico o gruppo di medici e uno o più produttori di farmaci o di altri prodotti sanitari devono essere notificate e inserite in uno speciale registro pubblico accessibile” e “se si consideri opportuna la permanenza nell’ambito dell’attività didattica universitaria di un docente condannato in primo grado per fatti attinenti sperimentazioni farmacologiche e di dispositivi medici senza adeguata registrazione e autorizzazione, in considerazione del fatto che la condanna dispone l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici”.

Gli esponenti del Pd desiderano infine sapere anche dall'esecutivo “quali azioni potrebbero essere opportune o attivabili, allo scopo di evitare che i futuri professionisti del sistema sanitario siano formati nella nostra regione da persone condannate per reati influenti sulla loro credibilità scientifica e professionale”, “quali azioni sono in essere o previste in regione per la formazione del personale ai temi dell’etica professionale, della deontologia, dell’esercizio delle professioni sanitarie e della ricerca e sperimentazione medico-scientifica” e “quali azioni possono essere intraprese per rassicurare la cittadinanza in merito alla correttezza e trasparenza dei meccanismi di selezione del personale direttivo medico-sanitario”.

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