Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica

Scuole superiori e necessità di nuovi spazi, "il vero boom sarà nel 2027"

Partite tutte le prime classi chieste dai dirigenti. Continua la ricerca di spazi e la riqualificazione degli edifici. Baracchi risponde a interrogazione di Scarpa (SpM)

Il numero degli studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Modena per l’anno scolastico 2021/22 è 36.272, con un aumento di 874 alunni previsti in più rispetto all'anno scorso. Va detto che solitamente si registra una considerevole diminuzione degli effettivamente iscritti, ma è un fatto che le previsioni demografiche parlano di un ulteriore aumento della popolazione studentesca delle superiori, che sul territorio comunale si prevede toccherà l’apice nel 2027 con 9.062 in fascia d’età rispetto agli attuali 8.744 (nell’intera provincia la previsione per il 2026 è di 35.498 rispetto gli attuali 33.287). Inoltre, spesso studenti da fuori provincia si iscrivono ai plessi scolastici della nostra provincia.

Lo ha spiegato l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi condividendo col Consiglio comunale, giovedì 16 settembre, le informazioni avute dall’Ufficio scolastico regionale per rispondere a un’interrogazione di Sinistra per Modena illustrata da Camilla Scarpa. L’istanza, depositata a inizio giugno, chiedeva in particolare circa l'aumento degli iscritti alle secondarie di secondo grado ed eventuali criticità rispetto alla carenza di spazi; “se, nel confronto con la Provincia di Modena si è arrivati a definire spazi pubblici da mettere a disposizione; se ci sono stati studenti che non hanno potuto accedere alle scuole scelte e come si è intervenuti, oltre che previsioni sulla carenza di spazi per i prossimi anni”.

L’assessora ha sottolineato che nelle scuole di Modena, oltre a non esserci cattedre vacanti grazie al completamento dell'organico docente già a inizio scuola, sono state concesse tutte le classi prime richieste dai dirigenti scolastici. In particolare, hanno attivato una classe in più il liceo Muratori San Carlo, l’istituto Selmi tecnico biologico che ha dovuto riorientare un esiguo numero di studenti, il liceo scientifico Tassoni che ha riorientato molti richiedenti l’indirizzo sportivo. Confermato il numero delle prime al Guarini, che però ha due classi in più per l’attivazione nel 2020 di un nuovo corso, come al Fermi che però ogni anno riorienta un certo numero di studenti verso l’Iis Corni e che ha 51 classi (nel 2008 erano 30). E se il professionale Corni ha attivato una prima in meno e il Deledda ha confermato il numero, l’Iss Venturi, unico liceo artistico in provincia con professionale annesso, che ogni anno deve riorientare diverse iscrizioni, ha confermato il numero di prime aumentando però un po’ gli alunni per classe. Il liceo scientifico Wiligelmo conferma le 10 prime raggiunte lo scorso anno quando ne furono attivate ben tre in più e le classi sono ora 42, cioè 5 in più. Concesse, inoltre, 4 prime in più al liceo Sigonio per rispondere alla forte richiesta che induce anche a  ulteriori riflessioni. L’assessora, a questo proposito, ha ricordato che il Comune ha assunto l’impegno della ristrutturazione e messa a norma del complesso di via Saragozza, sede del Liceo Sigonio, dove sono ripresi i lavori e che da settembre 2012 è stata trasferito nell’ex sede della media Marconi. Nell’accordo sottoscritto tra Provincia e Comune si stabilisce, anche, di valutare il fabbisogno considerando l’ipotesi di assegnare ulteriori spazi al liceo.

Più in generale, per quanto riguarda la disponibilità di spazi, la Provincia ha recuperato gli spazi necessari alle scuole soggette a lavori di adeguamento; in particolare, ha affittato spazi del Centro famiglia Nazaret, che saranno utilizzati dal Fermi, e venti aule in via Rainusso. L’accordo tra i due enti è volto, infatti, a condividere alcune scelte e progetti per valorizzazione e sviluppare l’edilizia scolastica delle superiori statali nel territorio comunale; scelte indotte dall’incremento della popolazione scolastica, dall’esigenza di distanziamento in classe e, più in generale, di un ampio intervento di riqualificazione del patrimonio edilizio con le risorse che il Pnrr assegna alla Provincia per manutenzione straordinaria, efficientamento energetico, messa a norma e nuovi edifici.

Sul territorio comunale sono 28 gli immobili destinati a istituti superiori statali per circa 127 mila metri quadrati, oltre un terzo di quelli in tutta la provincia (78 per quasi 305 mila metri quadrati). Nel documento si considera anche l’ipotesi di costruire nuovi edifici scolastici, oltre che di riproporre nel piano triennale l’intervento di adeguamento antisismico dell’Istituto Ramazzini di via Luosi da destinare al Fermi; di valutare l’acquisto da parte della Provincia della Stazione sperimentale Agraria di viale Caduti in Guerra per il Liceo Tassoni e di valutare la candidatura a riconversione a edificio innovativo di una delle sedi del Corni.

In replica, la consigliera Scarpa ha ribadito la necessità che anche il Comune faccia il possibile per garantire la didattica in presenza in sicurezza. “I sacrifici chiesti alla scuola e agli studenti nel corso della pandemia sono stati enormi e non possiamo chiedere loro di rinunciare ulteriormente a spazi di relazione e socialità”. Ha anche invitato l’amministrazione a chiedere al Governo “investimenti senza precedenti sulla scuola” e il superamento del numero attuale di alunni previsti per classe, “norma figlia di tagli massicci che hanno creato negli anni una serie di carenze che la pandemia ha solo fatto emergere. Come gruppo continueremo a tenere monitorata la situazione”, ha concluso.

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