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Investimenti, a bilancio 80 milioni i tre anni per manutenzione e scuole

Circa la metà dei fondi sarà impiegata nel 2015. Per finanziarli gli interventi si ricorrerà a oneri urbanistici e alienazioni mobiliari, nonché ai trasferimenti dalla Regione

Edilizia scolastica e manutenzione e cura della città sono le priorità per gli investimenti comunali indicate nella proposta del Documento unico di programmazione (Dup) illustrata alla commissione consiliare Risorse dall’assessore al Bilancio Ludovica Carla Ferrari, che ha sottolineato l’importanza per lo sviluppo della città di programmare 80 milioni interventi nel triennio, quasi la metà concentrati nel 2015.

“Un livello di investimenti oscillante fra i 9 e i 15 milioni di euro, come quello degli ultimi anni, non solo non aiuta la ripresa – è scritto nel documento – ma rischia semplicemente di accreditare un declino della città”.

Il rilancio degli investimenti, quindi, nei limiti resi possibili dal rispetto del patto di stabilità e dalla direttiva pagamenti, prevede lavori in settori di valenza strategica con ritorno immediato sull’attività delle imprese e sulle condizioni di sicurezza e di fruibilità dei beni pubblici, ma che “pesano ancor più in prospettiva laddove si considerino il valore dell’istruzione per la crescita economica e l’uguaglianza dei cittadini e il valore della qualità urbana per la qualità della vita e l’attrazione di investimenti e talenti”.

Per finanziare questo programma vengono assunti orientamenti netti: “Le entrate in conto capitale derivanti dagli oneri urbanistici e cimiteriali devono essere destinate prevalentemente alla manutenzione urbana e del patrimonio pubblico in genere; per l’edilizia scolastica occorre il coraggio di reimpiegare il patrimonio pubblico immobiliare e soprattutto mobiliare, in ragione della sua maggiore domanda di mercato”. Anche l’eventuale vendita di patrimonio immobiliare servirà a incrementare il piano degli investimenti. La distribuzione del finanziamento degli 80 sarebbe quindi questa: 21 milioni di entrate in conto capitale (grazie anche allo Sblocca Modena che permette di accelerare l’avvio di interventi privati), 29 milioni da alienazioni mobiliari, 30 milioni di contributi, in prevalenza legati ai fondi post sisma per il recupero dei beni danneggiati.

I vincoli del Patto di stabilità comportano la necessità di coordinare i pagamenti e i finanziamenti per il terremoto non sono al momento escludi dal Patto. Nella legge di stabilità, però, sono stati esclusi dal calcolo gli investimenti finanziati con fondi provenienti dalla cessione di quote di società partecipate.

Il documento precisa che, pur non escludendo a priori la possibilità di ricorrere a mutui o altre forme di indebitamento, si ritiene “che tale metodo presenti troppo controindicazioni, a partire dall’effetto nefasto che esso produce sul patto di stabilità, aumentando i pagamenti senza incrementare gli incassi”.

Dal 2016, comunque, la riforma costituzionale e la legge attuativa vietano l’assunzione di debiti per investimenti, fatto salvo un ambito autorizzatorio regionale, con cui la Regione ripartisce il debito eurocompatibile tra i diversi enti locali. Il Comune di Modena – ricorda il documento – ha comunque presentato la domanda di finanziamento sui fondi nazionali per l’edilizia scolastica.

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