Ex Manifattura Tabacchi, ipotesi per l'insediamento della "cittadella" della Giustizia

Il sindaco Muzzarelli rispondendo a un’interrogazione del Pd: “Opportunità interessanti e funzionali in zona ex Manifattura Tabacchi, ipotesi da approfondire”:

“Siamo convinti che Tribunale, Procura e altri Uffici Giudiziari debbano mantenere la propria sede nel perimetro della città storica e debbano poter disporre di nuovi locali idonei a tutte le loro funzioni. A Stato, Tribunale e Magistratura abbiamo ribadito la nostra disponibilità per arrivare a una nuova cittadella della Giustizia che deve rafforzare e migliorare la collocazione in centro. Un orientamento, questo, anche riportato nelle Linee di Indirizzo di Governo 2019-24 votate dal Consiglio comunale; condiviso anche da chi opera nel mondo della giustizia e funzionale a valorizzare il centro. Riteniamo inoltre che meriti un approfondimento anche l’ipotesi di nuove opportunità di spazi nella zona dell’ex Manifattura Tabacchi”.

Lo ha ribadito il sindaco Gian Carlo Muzzarelli nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 17 ottobre rispondendo all’interrogazione del Pd illustrata da Enza Carriero. L’istanza sottolineava i problemi “logistici” legati alla carenza di spazi” e il “percorso di confronto avviato dall’amministrazione comunale con il Governo Gentiloni nella precedente consigliatura in merito alla realizzazione della cosiddetta cittadella della giustizia, con la definizione di alcuni impegni”; chiedeva infine di conoscere: “Quale la situazione attuale in merito al percorso di costruzione della cittadella della giustizia; a che punto è l’interlocuzione con il Governo ed il Ministero competente e quali gli orientamenti dell’amministrazione comunale”.

Il sindaco ha ricordato che “il Comune di Modena ha da sempre aperto un’interlocuzione con il Ministero della Giustizia e con il Demanio; il lavoro svolto con l’allora Ministro Orlando, oltre a sbloccare una prima tranche di cinque milioni di euro per investimenti, aveva anche aperto un serio ragionamento su Palazzo Boschetti, ex sede della Banca d’Italia, che poi è stato per altro venduto. Quella impostazione – ha continuato Muzzarelli - aveva subito un rallentamento con il Governo successivo, quando era stata annunciata la possibilità di utilizzare il palazzo Principe Foresto in corso Canalgrande per l’ampliamento degli uffici giudiziari, un’ipotesi ad oggi superata”.

Il sindaco ha quindi spiegato che “sul tavolo del nuovo Governo (che vede la conferma del Ministro Bonafede e del sottosegretario Ferraresi) rimane senza dubbio memoria delle ipotesi passate, come l’ampliamento della sede in corso Canalgrande attraverso l’acquisizione dell'edificio ex Banca d’Italia, ma vi sono anche ulteriori opzioni che meritano di essere valutate. Ad esempio, nella zona dell’ex Manifattura Tabacchi, ora rilevata e controllata da Cassa Depositi e Prestiti, ci potrebbero essere delle opportunità immobiliari interessanti e decisamente funzionali alle necessità dell’intera macchina della giustizia, un’opzione che potrebbe consentire un passo decisivo verso la definitiva riqualificazione di quella zona, in particolare nel lato degli edifici non ancora completati”.

Gian Carlo Muzzarelli ha anche ricordato di avere scritto al ministro Bonafede il giorno stesso della sua conferma nell’esecutivo, chiedendogli di riprendere in mano la situazione e di considerare Modena tra le priorità. “In definitiva – ha concluso - in questi giorni stiamo cercando di riprendere il filo del discorso. Qualunque scelta verrà presa deve essere ponderata e verificata nel dettaglio, sia per quanto riguarda gli aspetti economico-finanziari, sia per quel che riguarda la strategia patrimoniale. E il Comune di Modena, nel pieno rispetto delle competenze di tutti gli enti coinvolti, deve essere al tavolo delle decisioni”.

Giovanni Silingardi del M5s, chiedendo la trasformazione dell’interrogazione in interpellanza, ha condiviso “preoccupazioni e richieste” ed espresso dubbi sulla possibilità di percorrere la strada della ristrutturazione. Rimarcando l’importanza che vadano avanti le interlocuzioni ha auspicato che si arrivi a una soluzione il più in fretta possibile sottolineando come “il sottosegretario Ferraresi, per altro modenese sia attenzionato del problema”.

La consigliera Carriero si è detta “soddisfatta della risposta” e ha ribadito l’importanza di avere un interlocutore a Roma.

Il sindaco ha infine ricordato che entrambe le ipotesi consentirebbero di raggiungere i 13 mila metri quadrati, necessari ad accogliere per intero tutte le funzioni giudiziarie e ha concluso: “Cercheremo di fare approfondimenti nelle sedi romane, perché mi pare che siamo tutti d’accordo sul fatto che così non si può andare avanti”.

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