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Addio al Pdl: Isabella Bertolini fonda Italia Libera

Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio, Franco Stradella e Roberto Tortoli confluiscono nel gruppo misto: si guarda al centro "montiano" e alla creatura di Montezemolo

Politicamente è una svolta che sancisce ufficialmente un punto di rottura, la conclusione di un rapporto già ampiamente logorato. Isabella Bertolini, anima forzista modenese, dopo 19 anni divorzia dal partito di Silvio Berlusconi e, assieme ad altri deputati ormai non più pidiellini, dà vita al movimento Italia Libera. Ora come ora, i transfughi confluiranno nel gruppo misto in attesa di avere i numeri (minimo dieci deputati) per potere formare un gruppo parlamentare autonomo. Ignote ad ora le conseguenze che questa scelta potrebbe avere a livello locale.

''È stata una scelta sofferta, molto difficile per tutti noi - ha dichiarato stamane in conferenza stampa a Montecitorio - Fino all'ultimo abbiamo tentato di far sentire la nostra voce all'interno del Pdl,ma nessuno ci ha ascoltato. Siamo pronto alla sfida per dar vita a un'area liberal-democratica con chi ci sta, ma alternativa alla sinistra''. Con l'ex coordinatrice provinciale Pdl altri quattro azzurri, fedelissimi del Cavaliere, almeno fino al grande passo di oggi: l'ex uomo di Publitalia, Roberto Tortoli; il pasdaran Giorgio Stracquadanio (per la verità già uscito dall'ovile pidiellino qualche mese fa); Gaetano Pecorella, uno dei legali di Berlusconi prima dell'era Ghedini; Franco Stradella. In bella vista il nuovo simbolo (un cerchio con sfondo bianco), dove spicca una striscia tricolore a sostegno della scritta azzurra "Italia Libera"

Bertolini e soci hanno argomentato l'addio con una lunga lettera partendo dalle difficoltà affrontate da Silvio Berlusconi: "L'uomo che ha guidato il governo più a lungo di chiunque altro dal secondo dopoguerra non è riuscito a realizzare che una piccola parte di quella rivoluzione liberale che aveva proposto agli italiani e per la quale noi avevamo scelto di dedicare la nostra vita alla politica". Inqualificabile, secondo gli ex berlusconiani, il comportamento tenuto dal Pdl, partito che "approva tutti i provvedimenti del governo Monti e rinnova costantemente la fiducia all'esecutivo in Parlamento e li contesta aspramente nella comunicazione pubblica. Un atteggiamento - a dire della Bertolini e dei suoi colleghi - che rende il partito, la sua classe dirigente, il suo fondatore ancora meno credibili agli occhi dell'opinione pubblica e che genera disorientamento degli eletti nelle istituzioni ad ogni livello". Infine, la dichiarazione di fedeltà all'attuale presidente del consiglio: "Siamo convinti che per uscire dalle crisi fiscale, istituzionale e di rappresentanza dello Stato sia necessario che dalle prossime elezioni emerga una premiership autorevole e credibile, forte di un consenso popolare che si fondi su forze politiche alternative sia alla sinistra della spesa pubblica si alla destra lepenista - concludono gli ex pidiellini - Noi individuiamo quella premiership in Mario Monti e ci proponiamo di contribuire ad elaborare una proposta politica credibile innanzitutto agli occhi dello stesso Monti".

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