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Ponte Alto, la Kyenge inaugura la festa nel segno del diritto di cittadinanza

Prende il via la Festa provinciale del Pd, tenuta a battesimo dal Ministro Kyenge: "Nonostante il Governo sono rimasta di sinistra e qui mi sento a casa". Fino al 22 settembre occhi puntati su big nazionali e corsa alle amministrative

Sotto un cielo plumbeo ha preso il via nel tardo pomeriggio di ieri la sesta Festa del Partito Democratico di Modena, che si preannuncia un consueto successo di pubblico, ma anche un'intricata matassa sotto il profilo politico. Di fronte ad una platea di circa 300 persone – composta per grande maggioranza dagli eletti e dai responsabili territoriali del partito – il taglio del nastro è avvenuto per mano del Ministro Cecile Kyenge, impegnata anche nel primo incontro politico serale della kermesse democratica.

Il segretario provinciale Paolo Negro, vistosamente emozionato, ha introdotto l'intervento del Ministro richiamando i valori fondanti del partitone - dall'8 settembre '43 agli indifferenti di Gramsci - nell'intenzione di tenere cucito un mondo di sinistra che, per sua stessa ammissione, attraversa un periodo a dir poco tempestoso. Ed infatti, oltre al cielo, anche molti animi dei presenti non apparivano particolarmente radiosi.

L'intervento di Cecile Kyenge si è limitato ad un veloce saluto e ad alcuni passaggi chiave sulla battaglia per il diritto di cittadinanza, come preambolo della conferenza serale. Dopo essere stata oggetto di insulti e minacce dal suo insediamento ad oggi, il Ministro ha voluto ringraziare la politica modenese per la vicinanza dimostrata e ha dichiarato di sentirsi finalmente “a casa e in pace”. Poi ha ribadito che la sua missione – quella di “far passare la cultura del diverso” - non è una battaglia personale, ma di tutta la sua comunità politica e una mancata approvazione della nuova legge sulla cittadinanza ai bambini nati in Italia sarebbe una sconfitta del Pd. Un applauso un poco stentato sembrava sottolineare che sul futuro delle riforme e del Governo Letta di certezza ce ne è ben poca.

E mentre la banda ha accompagnato con l'inno di Mameli il taglio del nastro, gli amministratori locali hanno scortato il Ministro in visita ai padiglioni della Festa, ritagliandosi qualche spazio per confrontarsi su una stagione politica che non è mai stata così complicata sia sul piano nazionale che su quello locale, dove lo spettro delle elezioni amministrative più incerte della storia modenese tormenta da mesi i sogni democratici.

Ma, come tradizione, saranno i congressi e le segrete stanze a dirimere le questioni capitali della politica, mentre la Festa democratica ne offrirà una vetrina affollata, secondo il consolidato adagio latino “panem et circenses” che da decenni ha fatto la fortuna della politica modenese e dei suoi bilanci.

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