La Lega all'attacco sulla sicurezza: "L'Amministrazione Muzzarelli ha fallito"

I consiglieri Alberto Bosi e Stefano Prampolini intervengono sulla questione sicurezza: "Agenti e controlli a Modena sono insufficienti.  Emblematica la chiusura del posto integrato alla stazione delle corriere"

“Sul fronte sicurezza l’amministrazione ha fallito clamorosamente in questi anni. L’escalation di fenomeni criminali, il calo costante del numero di agenti e l’inefficacia dei controlli ne sono la prova”. Lo sostengono Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena, ed il consigliere comunale Stefano Prampolini, nel giorno in cui il Consiglio Cmunale ha affrontato il tema sicurezza, per altro con l'annuncio di Muzzarelli della presenza di 20 agenti in centro storico a partire da ottobre.

I due consiglieri hanno citato in particolare il caso del Posto Integrato di Polizia, progressivamente svuotato di personale della Polizia di Stato da parte del Viminale. “All’inizio i risultati in termini di prevenzione e repressione dei reati furono estremamente positivi - ha affermato Bosi - ma in breve tempo gli agenti da dodici si sono ridotti a due: un numero decisamente insufficiente per garantire il servizio. Come gruppo Lega Modena denunciamo dunque la responsabilità del Ministero per non aver garantito un contingente adeguato a rendere funzionante questo presidio, così come contestiamo lo spreco di soldi pubblici, investiti per un avamposto poi lasciato vuoto, peraltro in un’area così sensibile della città: a ridosso del centro storico e frequentata quotidianamente da centinaia e centinaia di ragazzi”.

E proprio con riferimento all’impiego della Municipale a scapito degli automobilisti modenesi più che dei veri e propri criminali, Bosi ha sottolineato come la Giunta comunale "sia sempre pronta a fare investimenti su questo fronte senza coinvolgere minimamente gli agenti stessi nelle decisioni. “Proprio ieri è stato presentato con un’apposita conferenza stampa un nuovo sistema tecnologicamente avanzato per rilevare le violazioni al codice della strada come mai prima d’ora. Rendiamoci conto che sistemi come questo in altri paesi vengono utilizzati nella lotta al terrorismo, mentre qui a Modena per spiare gli automobilisti, in attesa di una qualche infrazione per fare cassa”.

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"Il problema della sicurezza - sottolinea il consigliere Prampolini - è legato in massima parte ad una immigrazione incontrollata e numericamente insostenibile sia socialmente che economicamente. Le politiche buoniste e permissive della sinistra e del PD in particolare hanno portato anche a Modena alla diffusione di una criminalità predatoria (furti e rapine), una delinquenza sociale (bande di nullafacenti che fanno atti vandalici) e alla diffusione capillare dello spaccio. Oggi, che anche il nostro sistema economico sta soffrendo, stanno emergendo con violenza tutti quei problemi legati ad una delinquenza aggressiva, arrogante ed impunita che sono stati mascherati e tenuti nascosti sotto il tappeto del politicamente corretto. E la nostra Amministrazione pensa di risolvere il problema elargendo sanzioni che mai verranno pagate oppure presidiando con iniziative varie le zone degradate, con l’unico risultato di spostare la delinquenza nella strada vicina, fino a quando anche i residenti della nuova zona non inizieranno con manifestazioni di protesta oppure, con un giro dell’oca senza fine. E’ ora di smetterla di ubriacare di diritti e pretese chi delinque e spesse volte si trova illegalmente nel nostro paese, è ora di pensare al diritto dei Modenesi onesti di vivere in una città sicura".

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