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La Lega contro le corsie ciclabili di via Morane: "Percorsi d’emergenza pericolosi per gli utenti”

Bosi: "Esercenti danneggiati e residenti preoccupati". Il Carroccio avrebbe preferito una sola corsia protetta

Alberto Bosi, capogruppo consiliare di Lega Modena, interviene sul tema delle piste ciclabili "d'emergenza" tracciate lungo via Morane. “Noi del gruppo Lega crediamo sia giusto investire nello sviluppo di una rete diffusa di percorsi per pedoni e ciclisti, purché sia ben articolata ed efficiente, ma soprattutto approvata dagli utenti e sicura. Che senso ha spendere risorse per interventi che non solo non sono apprezzati dai cittadini, ma che addirittura ne provocano il palese dissenso?”. 

Il capogruppo della Lega riferisce che gli esercenti si dicono danneggiati dalla riduzione nel numero di parcheggi, mentre residenti e utenti temono nuovi incidenti sulla via, finita più volte sulle pagine dei giornali per episodi spiacevoli con protagonisti ciclisti travolti.

“L’intervento dovrebbe agevolare gli spostamenti sostenibili in sicurezza ma visto il grado di pericolosità che hanno i nuovi percorsi è evidente che siano tutti preoccupati: queste ciclabili d’emergenza infatti altro non sono che corsie monodirezionali che riducono fortemente lo spazio per il transito delle auto - restringendo la strada da entrambe le parti di un metro e mezzo - o addirittura, nei tratti in cui non c’è ampiezza stradale sufficiente, semplici passaggi delimitati da una striscia bianca discontinua destinati ad un uso promiscuo di mezzi. Non si tratta dunque di percorsi ben separati dal flusso automobilistico con sistemi di protezione - come cordoli o barriere parapedonali - che garantirebbero la piena tutela di ciclisti e pedoni, ma soltanto tracciati al suolo con la segnaletica orizzontale che lasciano gli utenti completamente esposti alla sede stradale” ha spiegato Bosi.

“Ciò che si sarebbe potuto e dovuto fare per sviluppare la mobilità sostenibile in modo intelligente non è stato fatto, mentre si sono impiegati fondi pubblici dei contribuenti per danneggiarli ed esporli ad ulteriori rischi. Per esempio nel tratto tra via Sigonio e viale Don Minzoni si sarebbe potuto evitare di fare una doppia ciclabile d’emergenza monodirezionale, restringendo soltanto una delle due carreggiate con una corsia ciclopedonale a doppio senso ben delimitata; e ancora, tra via Archirola e via Pavia si sarebbe potuto agevolare lo scorrimento veicolare con una nuova rotatoria, riducendo così la pericolosità degli incroci di quel tratto, che in passato è stato teatro anche di un grave incidente mortale in cui a perdere la vita fu un 17enne in sella alla sua bici. La voce della comunità va ascoltata, si apprenda anche dalla recente vicenda di via Indipendenza: gli interventi urbanistici dovrebbero essere realizzati per migliorare la città, per renderla più fruibile e gradevole ai modenesi, non per metterli in pericolo creando disappunto generalizzato”, ha concluso il consigliere del Carroccio.

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