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Bonaccini indagato, il centrodestra "Restiamo garantisti"

Lega e Fratelli d'Italia commentano la notizia dell'indagine per abuso di ufficio a carico del Presidente della Regione. M5S: "Polemica tutta politica"

La Lega non festeggia per l'indagine su Stefano Bonaccini per il caso Jolanda di Savoia, strascico dell'agguerrita campagna elettorale di un anno fa per le regionali. Ma chiede un "bagno di umiltà" al governatore e ai democratici. "Come nella nostra tradizione, siamo garantisti e attendiamo che la magistratura faccia il proprio corso ma la vicenda giudiziaria che vede il governatore Stefano Bonaccini iscritto nel registro degli indagati per la vicenda di Jolanda di Savoia, non può esimerci da alcune considerazioni", afferma il capogruppo in Regione Matteo Rancan. "Pur augurandoci che la vicenda giudiziaria possa avere un epilogo positivo per i protagonisti, invitiamo il Partito democratico e Bonaccini a raccogliere l'insegnamento che emerge da queste brutte pagine di fine campagna elettorale: sia lui che i dirigenti del suo partito facciano un bagno di umiltà e dismettano quei panni che trasudano un senso di onnipotenza figlio di decenni di governo del territorio".

Il tempo "dell'arroganza- afferma ancora Rancan- è finito, è venuto il momento che il Pd cominci a lavorare per il bene di tutti i cittadini a prescindere dalla loro appartenenza politica. Ci auguriamo che queste indagini li richiamino al rispetto dei cittadini e, a questo punto, forse anche della legge". Sulla notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati per abuso d'ufficio del governatore della Regione Emilia-Romagna interviene anche il commissario della Lega emiliana Andrea Ostellari.

 

"Inopportuno" il comportamento del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella vicenda di Jolanda di Savoia, per la quale il governatore dell'Emilia-Romagna risulta ora indagato. Tuttavia "restiamo garantisti ed è giusto che sia la magistratura a fare tutte le verifiche del caso e verificare se il comportamento di Bonaccini ravvisi o meno una fattispecie di reato", affermadal canto suo  il coordinatore regionale Fratelli d'Italia Michele Barcaiuolo.

"Garantisti" si dichiarano anche i senatori emiliano-romagnoli della Lega Stefano Corti, Paolo Pisani, Maria Saponara e Maurizio Campari. "Abbiamo piena fiducia- fanno sapere- nel lavoro della polizia giudiziaria e ovviamente ci auspichiamo che sia fatta piena chiarezza sulla vicenda. Se si accerterà che qualcuno si e' avvalso della propria posizione di potere e ne ha approfittato ai danni di un avversario politico in campagna elettorale, non sarà però solo una questione giudiziaria ma una gravissima questione morale. Riteniamo che certe situazioni siano politicamente deprecabili e soprattutto facciano male alla politica e a tutti coloro che la fanno con passione".

“Sulla vicenda di Jolanda di Savoia ci auguriamo che la magistratura faccia il suo corso e che faccia chiarezza su un caso che ci sembra la coda di una lunghissima scia di tensione politica che caratterizzò le regionali dello scorso anno. In un momento particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo, serve concentrare tutta l’attenzione e tutti i nostri sforzi, sia in Regione che nei Comuni, nella gestione dell’emergenza legata alla pandemia”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle. “Come sempre le indagini faranno il loro corso e gli inquirenti valuteranno nel merito le posizioni di tutti gli attori di questa vicenda - aggiunge Silvia Piccini – Resta il fatto però che, a una valutazione esterna, ci sembra che questa vicenda sia caratterizzata da una polemica che è tutta politica, frutto del clima non certo sereno che ha caratterizzato le scorse elezioni”.

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