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Sacca, la Lega riscopre le origini: "No a nuovi centri islamici"

Il dibattito sulla possibile trasferimento della moschea nell'area ex Pro Latte riaccende il Carroccio, che chiede anche controlli sui luoghi di aggregazione e di culto già presenti in città

La Lega di Modena dice un secco "no" al progetto di costruzione di una nuova moschea nell’area dell’ex Pro Latte. Secondo quanto emerso finora, seppur non in atti ufficiali e in progetti depositati, l'area di via Finzi andrebbe ad ospitare il centro di preghiera cheoggi si trova in via delle Suore, contestualmente con il passaggio del'area ora occupata dalla moschea all'azienda Cpc, che lì amplierebbe la propria attività imprenditoriale.

Un'ipotesi - fortemente sostenuta dal Partito Democratico e quindi di presumibile realizzazione - contro la quale il Carroccio si dichiara contrario nel merito e nel metodo: "Già non è chiaro fino ad ora a che titolo sia stato occupata l’area di proprietà comunale in cui sorge l’attuale moschea, ma oggi l’amministrazione a guida PD vuole fare passare come beneficio pubblico collegato al permesso di ampliamento dell’azienda CPC, la nuova moschea, il centro islamico ad essa collegata e le relative dotazioni di posti auto per il parcheggio".

"Al di là del fatto che il beneficio pubblico dovrebbe ricadere su tutti i cittadini e non soltanto su quelli di fede islamica, la Lega modenese ritiene che le urgenze del quartiere Sacca siano ben altre. In particolare si ritiene che sul terreno di via Finzi proposto in permuta al Comune al posto di quello in cui sorge l’attuale moschea di via delle Suore e che sarà oggetto dell’ampliamento aziendale, sia opportuno proporre un parco cittadino proprio nel rione che presenta il peggiore rapporto di superficie verde per abitante di Modena", sostiene la Lega allineandosi alle richieste dei comitati di residenti che si oppongono a questo progetto e a quello del nuovo hub Conad.

Giovanni Bertoldi, capogruppo Lega in Consiglio Comunale, e la segretaria cittadina del partito Caterina Bedostri vanno all'attacco nel solco delle battaglie storiche della lega contro l'insediamento di luoghi di culto islamici: " Sarebbe più opportuno, invece, che il Comune si preoccupasse di fare gli accertamenti e i controlli necessari nei vari centri culturali islamici (con sala preghiera annessa, in pratica moschee di quartiere) disseminati per la città di cui sappiamo poco o niente, come pochissimo sappiamo sulla provenienza dei capitali che li finanziano. Si ricorda, per altro, che in buona parte dei paesi musulmani non è possibile costruire luoghi di culto di altre religioni, per cui manca una vera reciprocità da parte dei paesi da cui provengono gli immigrati che in buona parte frequentano i nostri luoghi di culto islamici. La Lega di Modena boccia, pertanto, il progetto del Comune e qualsiasi realizzazione di moschee e centri culturali islamici in città e chiede di svincolare definitivamente la questione dall’ampliamento della CPC (sulla quale la Lega è favorevole, pur con i dovuti monitoraggi ambientali del caso, da altre questioni che con lo sviluppo industriale della città hanno poco a che fare.), da altre questioni che con lo sviluppo industriale della città hanno poco a che fare".

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