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Giovedì, 18 Agosto 2022
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Castelfranco, Lega: “Regolare la fusione Hera-Acegas?"

I dubbi del Carroccio: "Nella proposta di cessione irrevocabile dei diritti d'opzione, viene comunque esposto un dubbio circa la legittimità dell'operazione laddove viene richiesto un parere di "primario studio legale" in merito all'assenza di un obbligo di promozione di un'offerta pubblica di acquisto per le azioni Hera"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Il Comune di Castelfranco Emilia (MO) è socio di "Hera" S.p.a. in forma indiretta per il tramite della "Holding Strategie e Sviluppo dei Territori Modenesi - HSST MO S.p.a." che possiede il 12,5205% del Capitale Sociale di "Hera" S.p.a. e nella quale il Comune di Castelfranco Emilia (MO) partecipa con una quota pari al 4,8272%.

Numerosissimi sono gli Enti Locali (Comuni) soci della stessa "Hera" Spa..

A seguito di accordo sottoscritto il 25.07.2012, "Hera" S.p.a. e "AcegasAPS Holding" hanno convenuto la fusione di "AcegasAPS Holding" in "Hera" S.p.a.

Per sostenere detta fusione ed in particolare per rafforzare il suo patrimonio, "Hera" S.p.a. ha previsto, tra l'altro, dapprima un aumento del capitale sociale di euro 84.000.000,00 e, quindi, un ulteriore aumento di capitale sociale in opzione, ai sensi dell'art. 2441 , comi 1, 2 e 3 Codice Civile di euro 80.000.000,00 da assumersi entro il 15.10.2013.

A far data dal 1 gennaio 2013 si ha la decorrenza degli effetti della suddetta fusione, come previsto dall'atto di fusione.

In relazione all'aumento di capitale in opzione, "Hera" S.p.a. ha sottoscritto con il "Fondo Strategico Italiano" S.p.a. (FSI) un accordo in base al quale lo stesso FSI ha assunto un impegno di sottoscrizione avente ad oggetto un numero di azioni Hera rivenienti dall'aumento in opzione da assumersi entro il 15.10.2013 tale da consentire a FSI di detenere una partecipazione di almeno il 2,6% del capitale sociale post aumento in opzione.

Condizione per l'esecuzione del predetto accordo Hera Spa - FSI era la circostanza che gli azionisti sottoscrittori del patto Hera (Comuni) procedessero alla sottoscrizione di proposta di accordo di compravendita dei diritti d'opzione con cui, in sintesi, gli stessi singoli azionisti Hera si impegnavano irrevocabilmente a vendere a FSI i diritti d'opzione rinvenienti dall'aumento in opzione che FSI si impegnava ad acquistare ad un prezzo che non potrà essere inferiore ad Euro 1,00 e superiore ad Euro 1,25 per ciascuna azione di nuova emissione.

L'operazione sollevò non poche polemiche e "mal di pancia" in quasi tutti i Comuni emiliano-romagnoli interessati, tanto che alcuni non hanno espresso parere favorevole alla "maxi operazione finanziaria" ed espressione di "capitalismo democratico" (Rimini, Forlì, Sasso Marconi, Porretta Terme, Monghidoro, Sassuolo, Rocca San Casciano, Civitella di Romagna, Premilcuore, Predappio, Portico, Formigine e San Benedetto).

Il Consiglio Comunale di Castelfranco Emilia (MO), il 28.09.2012, (il Gruppo Lega Nord Padania esprimeva voto contrario e chiedeva lumi sull'accordo di compravendita dei diritti d'opzione con FSI) con il voto favorevole anche del Sindaco (componente del C. di A. HSST MO S.p.a.), approvava l'apposita delibera impegnandosi, quindi, a cedere per il tramite della predetta HSST MO S.p.a. i suoi diritti d'opzione al FSI ad un prezzo non superiore ad euro 1,25 per ciascuna azione Hera di nuova emissione e non inferiore ad euro 1,00.

Al pari del Comune di Castelfranco Emilia (MO), la maggioranza dei Comuni soci di Hera adottavano la stessa delibera.

Come al solito, il Gruppo Consigliare Lega Nord Padania, non ha fatto semplicemente proclami e diramato comunicati stampa, ma ha analizzato a fondo l'intera operazione che, per come è stata articolata da Hera e dai suoi Soci, non ci ha completamente convinto.

Infatti, è significativo notare come nella proposta di cessione irrevocabile dei diritti d'opzione, viene comunque esposto un dubbio circa la legittimità dell'operazione laddove viene richiesto un parere di "primario studio legale" in merito all'assenza di un obbligo di promozione di un'offerta pubblica di acquisto per le azioni Hera. Parere, peraltro, neppure citato nel corso del richiamato Consiglio Comunale di Castelfranco Emilia (MO) del 28.09.2012.

Appare opportuno ricordare che la maggioranza dei soci di Hera S.p.a. sono Enti locali per i quali vige la regola base: per qualunque utilità "contendibile" sul mercato, per le Pubbliche Amministrazioni c'è l'obbligo di evidenza pubblica. Tale regola, come si è visto, sembrerebbe essere stata disattesa da tutti quei Comuni che hanno deliberato al punto 8) di esprimere parere favorevole alla stipula dello "Accordo di Compravendita di Diritti di Opzione" con FSI secondo il testo allegato alla deliberazione, autorizzando il dirigente competente a sottoscriverlo e ad apportarvi eventuali modifiche di natura non sostanziale che si dovessero rendere necessarie (ad esempio per il Comune di Bologna) ovvero autorizzando il C. di A di Hsst-Mo S.p.a. ad approvare e sottoscrivere lo stesso accordo (ad esempio per il Comune di Castelfranco Emilia).

A mente del vigente art. 353 del Codice Penale (Turbata libertà degli incanti), nel caso di specie, l'accordo tra i soci di Hera S.p.a. (Comuni) e FSI, potrebbe configurare una turbativa alla pubblica evidenza nella vendita dei diritti d'opzione, anzi la pubblica vendita sembrerebbe addirittura impedita.

Si ritiene, altresì, opportuno richiamare il disposto dell' art. 3 del R.D. 2240/1923 e (per analogia), l' art. 3, comma 29 della L. 244/2007 che impone che "Entro trentasei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica, cedono a terzi le società e le partecipazioni vietate ai sensi del comma 27".

Infine, appare superfluo ricordare che costituisce ormai giurisprudenza consolidata la cosiddetta "responsabilità precontrattuale" della Pubblica Amministrazione ex artt. 1337 Codice Civile.

Alla luce di tutto quanto precede e per dirimere ogni dubbio, abbiamo inoltrato il nostro ennesimo esposto alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti di Bologna, all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ed alla Consob.

Fermi sostenitori della "trasparenza" nella Pubblica Amministrazione anche quale strumento di prevenzione di fenomeni corruttivi, auspichiamo un rapido e deciso chiarimento da parte delle Autorità interessate. In proposito ricordiamo il recente protocollo di collaborazione sottoscritto dalla Consob con la Procura della Repubblica di Milano che auspichiamo presto potrà coinvolgere anche quella di Bologna.

Castél - Castelfranco Emilia (Mòdna-Modena), 12.01.2013

Giorgio Barbieri

Capogruppo Lega Nord PADANIA

Cristina Girotti Zirotti

Coordinatrice Gruppo Lega Nord PADANIA

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