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Purghe nella Lega Nord: espulsi i dissidenti Rossi e Bianchini

La Segreteria provinciale espelle il capogruppo Rossi e il consigliere Bianchini che creeranno un loro gruppo autonomo. Barberini: "Spese? Nessuno meglio di me, da domani renderò noto anche come ho speso"

La conferenza stampa della Lega Nord

L'accusa era di poca trasparenza nelle spese, a tirare la prima pietra i consiglieri Nicola Rossi e Walter Bianchini, a prendere i colpi per quindici giorni è stato invece l'ormai ex capogruppo della Lega Nord Stefano Barberini. Così, una volta ottenuta la libertà di parlare, quest'ultimo ha voluto mettere le cifre in chiaro, senza però voler ancora svelare i particolari delle spese. Sono 11 mila e 400 gli euro destinati al gruppo capeggiato fino a poco tempo fa da Barberini; di questi 1200 sono stati trattenuti dal Comune e 10 mila 123 versati sul conto corrente del Gruppo. Ad oggi 8 mila 784 euro sono ancora giacenti decretando così una spesa di circa 1300 euro totali dall'inizio dell'anno. "Sono quello che ha speso meno di tutti in Consiglio comunale - ha detto Stefano Barberini non mostrando però i movimenti riportati nell'estratto conto - Svelerò piano piano come sono andati spesi i soldi portando alla luce anche le spese degli altri Gruppi, ci sarà da divertirsi. Ciò che ha detto Rossi a proposito del fare beneficenza con i soldi del Gruppo è pura falsità, le spese vanno giustificate e la beneficenza non rientra nella tipologia di spese che possiamo effettuare".

ESPULSIONE - Intanto si concretizza definitivamente la rottura tra Lega Nord e il duo Rossi-Bianchini: la Segreteria provinciale infatti li espelle dal partito per "comportamento contrario agli interessi del movimento, attività dannose verso il buon nome e la rispettabilità del Movimento, del Segretario Federale Umberto Bossi, della Segreteria Provinciale e Cittadina del Movimento Federale Lega Nord Padania". La richiesta è quella delle dimissioni dei due, che non possono più parlare a nome della Lega Nord e che, secondo quanto detto dal segretario provinciale Riad Ghelfi, non rispecchiano più i loro elettori, perciò rimanendo al loro posto mancherebbero di rispetto alla cittadinanza.

MOTIVAZIONI - "Hanno fatto una conferenza senza dirci niente - ha detto Riad Ghelfi - e non partecipano più ai martedì e giovedì padani, mancando di rispetto ai cittadini e ai loro problemi". Ciò che ha fatto andare poi su tutte le furie il Gruppo della Lega è stato vedere come Rossi e Bianchini abbiano cercato di sfruttare argomenti e gossip per avere visibilità. "Vedere Dori che abbraccia Rossi - racconta Barberini - e Caterina Liotti assentarsi dal Consiglio per andare a colloquio con Sindaco e lo stesso Rossi nel tentativo di capire come farlo diventare capogruppo, non è stato bello. Loro sono dei nemici e dobbiamo farli fuori politicamente. Loro non hanno mai fatto nulla di buono nella vita, dunque è inutile che vengano ad occuparsi della 'cosa pubblica' infilandosi in un partito".


GRUPPO - Arriva in tempo reale la risposta dei due dissidenti che, prendendo atto di quanto detto e chiesto da Barberini e Ghelfi, rendono noto di non pensare alle dimissioni ma, anzi, andranno nella direzione di formare un loro gruppo consiliare. "Non ha senso - hanno dichiarato - impuntarsi contro simili personaggi".

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