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Lega, la segreteria provinciale fa piazza pulita: espulso Guandalini

Prosegue a Sassuolo il processo di "normalizzazione" dopo l'espulsione dei dissidenti geminiani Bianchini e Rossi: quest'ultimo è stato additato dal Carroccio come un "collaborazionista" del Pd

Erano ormai diversi mesi che calcava  la mano contro la sua stessa maggioranza e alla fine è successo l'inevitabile: Mauro Guandalini, ex segretario cittadino di Sassuolo e consigliere comunale (non si sa fino a quando) della Lega Nord ieri è stato espulso dal partito. La notizia è stata confermata dal numero uno del Carroccio in provincia di Modena, Riad Ghelfi, per bocca del suo pretoriano Stefano Barberini, ormai nuovamente capogruppo in piazza Grande dopo il benservito ai dissidenti Walter Bianchini e Nicola Rossi. Contro quest'ultimo si è accanito oggi il segretario cittadino modenese Stefano Bellei che non ha apprezzato le osservazioni formulate dal capogruppo Pd Paolo Trande in merito all'"epurazione" come risposta al fallimento politico leghista: "Le vicende di questi giorni della Lega modenese - ha detto Trande - rivelano uno stato del partito in seria difficoltà, prossimo all’implosione non solo per personalismi ma soprattutto per la scarsa credibilità di un partito che dopo anni e anni di governo non ha centrato un solo obiettivo". I due segretari padani ipotizzano una "liason" fra l'ex leghista Rossi e il capogruppo Pd: "Continua più idilliaco che mai l’amore sbocciato tra Nicola Rossi e il Pd modenese - osservano - I due ormai fanno coppia fissa. Tanto che sui mass media Trande continua a sostenere a spada tratta il suo amato". Per Bellei e Ghelfi, il coup d'état di Rossi e Bianchini contro Barberini ha un mandante inequivocabile: "Il colpo di mano è stato pianificato insieme al Pd per cercare di indebolire e frenare un movimento, la Lega Nord, che gli mette una fifa blu e gli fa perdere il sonno - dichiara un vulcanico Bellei - Del resto chiunque conosce un minimo i metodi della sinistra modenese sa che se fosse vero che la Lega è allo sfascio i compagni non la degnerebbero neanche di un minuto del loro prezioso tempo".

CITTADINANZA - Nel frattempo, Nicola Rossi non rimane con le mani in mano: da ex An qual è, si fa grasse risate sulle accuse di "comunismo" pervenutegli, conferma la formazione del nuovo gruppo consiliare in settimana e, assieme al collega Bianchini, rilancia apprezzando le parole espresse dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia: "La gente comune resta sbigottita nel sapere che chi è nato in Italia può non avere la cittadinanza, mentre chi non lo è, ma ha antichissime e non sempre chiare discendenze, diventa un idolatrato rappresentante della nazionale pallonara senza conoscere neppure il nostro inno. Certo, è opportuno anche vivere in Italia, non solo nascerci per caso e fuggire; frequentare la scuola, imparare la lingua ed accettare le nostre tradizioni culturali e religiose. Lo diciamo da leghisti, pur espulsi, che si pongono con atteggiamento critico ma logico davanti alle tematiche che toccano le sensibili corde del vivere civile".

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