Legambiente soddisfatta per il blocco del traffico comenicale: "Ma serve di più"

L'associazione plaude alla misura del Comune di Modena e bacchetta le associazioni di categoria: "Irresponsabile chi critica"

"A proposito della modifica dell’ordinanza delle misure anti-inquinamento in vigore a Modena, accogliamo positivamente la notizia che la Giunta abbia deliberato l’applicazione del regime di limitazione del traffico (già in vigore durante la settimana) anche a tutte le domeniche del periodo invernale. Si tratta di un, seppur piccolo, passo in avanti". Lo sottolinea Legambiente, che si schiera ccanto al Comune di Modena

"Le domeniche ecologiche devono quindi diventare una occasione per proporre ai cittadini modelli diversi di mobilità. Per questo è necessario accompagnare le limitazioni al traffico con azioni positive, come l’aumento delle corse dei bus, da estendere in prospettiva al resto della settimana. Bisogna anche prevedere sconti e tariffe agevolate, con un’attenzione particolare per le fasce di reddito più basse in modo da incentivare l’uso del mezzo pubblico per tutta la popolazione", aggiunge l'associazione.

Come sottolineato dal rapporto Ecosistema Urbano, recentemente pubblicato da Legambiente, Modena presenta un significativo tasso di motorizzazione (65 auto ogni 100 abitanti) accompagnato a bassi valori relativi agli indici del trasporto pubblico (83 viaggi per abitante, 26 km-vetture per abitante), entrambi significativamente inferiori rispetto a una città come Parma, non distante da noi. Occorre dunque favorire un cambiamento nello stile di vita dei cittadini sostenendo lo sforzo con strumenti adeguati: più che “Modena terra di motori”, dovremmo pensare a una Modena terra della mobilità sostenibile.

Legambiente critica poi le associazioni di categoria di Modena, che hanno invece levato gli scudi contro la nuova manovra. "Alla luce di queste riflessioni e degli evidenti effetti dell’inquinamento atmosferico in ambito ambientale e sanitario, ci appaiono francamente assurde le obiezioni sollevate da alcune associazioni di categoria. Facciamo notare che, fra chi chiede di rivedere il provvedimento in un’ottica di “effettiva efficacia per la salute dei cittadini”, si trovano gli stessi che hanno sostenuto lo “sblocco” dei diesel euro 4, un altro passo indietro con effetti controproducenti proprio in ambito sanitario. Insomma, si tratta di dichiarazioni quantomeno ipocrite, che nascondono interessi legittimi dietro motivazioni inammissibili. È il momento che tutti, anche le associazioni di categoria, inizino a fare i conti con la realtà: le misure attuate prevedono infatti numerose deroghe inserite proprio per non danneggiare gli operatori economici, deroghe che oggettivamente riducono l’efficacia dei provvedimenti. Le richieste di queste associazioni ci appaiono quindi oggettivamente ingiustificate: occorrerà infatti domandarsi, prima o poi, se l’interesse di alcuni privati può continuare ad avere la precedenza sulla salute di tutta la popolazione".

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