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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

Rom e Sinti, una nuova legge regionale per superare i campi nomadi

Casa, salute, scuola, formazione e lavoro: via libera dalla Giunta regionale al progetto di legge per l'inclusione sociale dei nomadi. La vicepresidente Gualmini: "Legalità e responsabilizzazione alla base del nuovo provvedimento. Promuovere un'integrazione positiva"

Superamento dei campi sosta di grandi dimensioni, tutela della salute, sostegno al conseguimento dell’obbligo scolastico e all’inserimento lavorativo. Sono, in estrema sintesi, alcuni degli obiettivi del progetto di legge d’iniziativa della Giunta per l’inclusione sociale di Rom e Sinti, che recepisce la Strategia europea per l’integrazione di queste popolazioni e che andrà a sostituire – una volta approvata in Assemblea – la precedente legge regionale (la 47 del 1988). 

Il filo conduttore è un nuovo patto tra diritti e doveri delle comunità interessate (lo 0,06% della popolazione complessiva dell’Emilia-Romagna): si supera l’approccio dei campi grandi a favore di altre soluzioni abitative, come alloggi sul mercato, alloggi popolari in presenza dei requisiti, micro-aree pubbliche e private autofinanziate dai nuclei che si insediano. 

Dopo aver stabilito (all’articolo 2) gli elementi essenziali della Strategia regionale per l’inclusione di Rom e Sinti (che verrà approvato dopo l’Assemblea con un atto di Giunta), con l’articolo 3 si entra nel merito del primo degli assi prioritari per l’inclusione di queste comunità, quello dell’abitare, e viene stabilita la necessità di un superamento dei campi sosta di grandi dimensioni che presentano oggi condizioni inaccettabili di igiene e sicurezza. Si indica quindi la promozione e la sperimentazione di soluzioni insediative innovative di interesse pubblico, come le microaree familiari, pubbliche e private, rimandando la disciplina tecnica a uno specifico atto della Giunta, da adottare d’intesa con gli enti locali in sede di Consiglio delle Autonomie locali.

E’ previsto il ricorso a forme abitative tradizionali, anche attraverso l’attivazione delle forme di sostegno all’accesso già preventivate per tutti i cittadini, e il sostegno a iniziative anche sperimentali di autocostruzione e auto recupero. Nell’articolo sono raccolti anche i profili essenziali della disciplina urbanistica ed edilizia delle microaree familiari, che dovranno essere articolati dall’atto regionale e dalla pianificazione comunale. L’articolo 4 fissa principi e obiettivi della tutela della salute: richiama la priorità stabilita dalla Regione sulla promozione dell’educazione alla salute e l’adozione di stili di vita sani, e ribadisce la garanzia di accesso alle prestazioni sanitarie previste per tutti i cittadini. L’articolo 5  infine definisce principi e obiettivi in tema di educazione, istruzione, lavoro e formazione professionale.

Rom e Sinti in Emilia-Romagna, i dati - In Emilia-Romagna sono presenti 2.745 persone (0,06% della popolazione regionale) distribuite in 129 campi e aree (di questi 66 sono irregolari); i dati ufficiali sono al 31 dicembre 2012, la rilevazione viene fatta ogni tre anni e l’ultima sta partendo ora. I campi sono maggiormente presenti a Reggio Emilia (56), Modena (22), Bologna (15) e Rimini (7). La comunità più diffusa in regione è quella dei sinti (90,6%),che sono quasi tutti italiani; solo il 4,1% è straniero. Sul totale 69,1 % sono i lavoratori autonomi, 10 % i lavori a tempo determinato o parasubordinato, 21 %  quelli a tempo indeterminato. I minorenni rappresentano il 37,4% del totale, gli adulti fino a 64 anni il 59,5%, mentre gli anziani con 65 anni e oltre sono solo il 3,1%. Dal 2003 al 2012, le persone inserite dai Comuni negli alloggi hanno raggiunto una quota considerevole: 568 in 123 alloggi. A scuola la percentuale dei frequentanti sugli iscritti è pari al 93,5%, l’iscrizione alle secondarie di II grado e ai corsi di formazione è al 33,3%.

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