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Sicurezza urbana, la nova legge regionale inventa il "buttafuori di strada"

Si chiamerà "street tutor" e con una licenza particolare potrà intervenire anche sulla pubblica via di fronte a situazioni di violenza o pericolo. L'iter per la nuova legge parte con l'audizioni degli addetti ai lavori delle polizie locali regionali

Un buttafuori per risolvere i conflitti in strada. Nasce lo "street tutor", una nuova figura professionale che però, al contrario degli addetti in servizio nelle discoteche, potrà operare anche sul suolo pubblico: basterà un'autorizzazione da parte del Comune e la registrazione un apposito albo. è una delle novità della nuova legge regionale dell'Emilia-Romagna sulla polizia locale, che domani inizierà il proprio iter legislativo in viale Aldo Moro in attesa dell'approvazione prevista "entro l'estate". 

Oggi il relatore Gian Luigi Molinari, consigliere del Pd, ha ascoltato le opinioni di comandanti, sindacalisti e associazioni di categoria durante l'udienza conoscitiva ospitata nella commissione Bilancio.

Oltre allo street tutor la nuova legge prevede anche un concorso unico regionale per il reclutamento e la definizione chiara del ruolo che svolgerà la polizia locale in Emilia-Romagna. Basato sulle esigenze degli enti locali, si legge in una nota dell'assemblea legislativa, il concorso unico regionale per l'accesso alla polizia locale ha il dichiarato scopo di "aumentare la professionalità all'interno del corpo e si comporrà da una prima parte di selezione e una seconda parte, di circa due mesi, in cui i vincitori parteciperanno a un percorso strutturato di formazione".

Prevista anche "la semplificazione e la sburocratizzazione negli ambiti emergenziali" (in pratica per permettere l'intervento di agenti di polizia locale in situazioni d'emergenza al di fuori del proprio territorio); il "sostegno regionale a progetti d'innovazione delle procedure, delle modalità operative e della strumentazione, la possibilità di stipulare accordi con organi dello Stato (ad esempio i tribunali) e infine l'istituzione di un fondo per la difesa penale degli agenti". 

"L'Emilia-Romagna vuole investire sulla professionalità", ha spiegato Molinari. "La Polizia locale è un punto fermo per i cittadini, è la loro prima interfaccia. Come un sindaco per quanto riguarda le istituzioni. Ora, in questo mese, dobbiamo discutere sulla messa in rete dei comandi, sui temi di sicurezza, sull'utilizzo dei volontari".

Federico Coratella del sindacato Sulpl, dopo aver ricordato l'importanza della norma e della futura introduzione delle tutele legali per gli agenti ha chiesto di armonizzare la situazione "armi" sul territorio regionale: "Un esempio: a Ferrara non le hanno in dotazione durante gli orari notturni", ha spiegato. A questo ha aggiunto la richiesta di estendere la possibilità di intervento fuori territorio, ad esempio "sui treni" e quella di un "trattamento uguale alle altre forze dell'ordine per quanto riguarda gli infortuni". 

Donato Vela, della polizia locale di Modena, ha puntato i riflettori sulla lotta all'evasione fiscale e contributiva: "Una funzione che potrebbe essere svolta anche dalla polizia locale". Mentre Giovanni Indino (Silb- Confesercenti) ha illustrato le proprie perplessità sulla figura dello street tutor: "Se questa figura è imposta danneggia le imprese". Adele Ventura (Cgil-Cisl e Uil) ha invece evidenziato "il ruolo fondamentale della polizia locale nelle scuole per l'educazione alla legalità".

(DIRE)

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