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"Riaprire le scuole" una lettera congiunta alle autorità locali

Oltre alla protesta effettuata questa mattina davanti all'Istuto Fermi di Modena, le realtà in prima linea per la battaglia sulla ripressa della didattica in presenza nelle scuole superiori hanno scritto oggi alle autorità locali. Un documento unitario, quello prodotto da studenti e studentesse, docenti e genitori, per chiedere convintamente un cambio di rotta immediato, anche rispetto alle previsioni di ripresa del 25 gennaio.

"La situazione emergenziale che colpisce la scuola modenese richiede il contributo di tutte le componenti interessate. Per dare risposta all'esigenza di una cabina di monitoraggio, emersa al tavolo convocato dal Prefetto lo scorso 23 dicembre, i rappresentanti della scuola modenese chiedono continuità di coinvolgimento e ascolto delle loro istanze su tre piani di intervento, in termini di concreta fattibilità: trasporti, edifici scolastici, sanità", scrivono congiuntamente Coordinamento Provinciale Genitori Modena, Coordinamento Presidenti Consiglio d’Istituto di Modena e provincia, Movimento Priorità alla scuola e React Associazione Studentesca aderente a Priorità alla Scuola.

La richiesta verte su una "ricognizione dell’utilizzo scolastico dei mezzi pubblici, per organizzarne il servizio in maniera efficace: buona parte degli studenti delle superiori modenesi va a scuola in bicicletta o accompagnata dai genitori, più della metà viene da fuori città. E’ evidente che l'acquisto di decine di nuovi mezzi necessari implica tempi di attesa prolungati, mentre sull’assunzione del personale per il loro funzionamento resta il dubbio, ma la responsabilità non può essere addossata alle scuole: si evitino ai Dirigenti e ai docenti loro collaboratori una continua riorganizzazione dell'orario e ulteriori interruzioni dopo la ripresa; si riconosca che i turni sono impraticabili, in alcune scuole, per la didattica, perché dalle 14 la concentrazione a lezione è impensabile, i tempi per lo studio individuale sono ridotti, le condizioni di vita soprattutto per i fuori sede sono gravose (non ci sono in tutte le scuole spazi per mangiare), i disabili sarebbero penalizzati".

In più, si chiede di "trovare spazi, luoghi limitrofi alle scuole per garantire il distanziamento. C'è forte disparità fra gli edifici scolastici per la dimensione delle aule: se dopo il 25 gennaio verrà imposta una frequenza al 75%, alcune scuole non potranno garantirla, per spazi inadeguati. La frequenza al 50% è sostenibile per tutti ma è necessario prevedere che le scuole possano valutare, in base a spazi e curriculum, la possibilità di aumentare tale percentuale. Va considerato inoltre che l’emergenza sanitaria non si concluderà a breve e che non è stata accolta la richiesta di ridurre il numero di alunni per classe fatta dalle scuole in concomitanza con le iscrizioni".

Infine la proposta di istituire un coordinamento stabile tra sanità - scuole - trasporti. "Il Covid ha fatto esplodere una situazione scolastica modenese già critica. I costi saranno pesanti in termini di demotivazione, dispersione scolastica, aumento del disagio giovanile. Con il Recovery Plan (propriamente Next Generation EU), a Modena arriveranno molti fondi per interventi legati al sociale, mentre per l'edilizia scolastica si prevedono contributi minimi. Le istituzioni si assumano le proprie responsabilità e creino le condizioni per restituire ai giovani quello che si sta rubando loro. Restiamo in attesa della convocazione di un tavolo che ci veda partecipi". 

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