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Giovedì, 19 Maggio 2022
Francesco Baraldi

Opinioni

Francesco Baraldi

Giornalista Modena ModenaToday

La libertà di non scegliere e l'autocommissariamento della politica

Qualche anno fa una nota compagnia telefonica pubblicizzava un proprio servizio di streaming on demand attraverso uno slogan tanto spaventoso quanto profetico: "la libertà di non dover scegliere". Un segno dei tempi, senza dubbio. Un segno pericoloso. Uno slogan che sembra calzare a pennello con la situazione politica italiana e con l'ultimo show, quello dell'elezione del Presidente della Repubblica.

La quasi totalità delle forze politiche rappresentate in parlamento ha deciso proprio di adottare questa "libertà". La richiesta della disponibilità a Sergio Mattarella per un secondo mandato ha messo in luce tutta la debolezza di una classe politica che ormai sembra incapace di scegliere, incapace di esprimersi. E' parso di tutta evidenza il fatto che in una lunga - e non certo inaspettata, bensì calendarizzata da tempo - settimana di scrutini non ci fosse in gioco il reale oggetto del voto, ossia la scelta del Capo dello Stato, quanto piuttosto il destino del Parlamento e dei suoi occupanti, delle maggioranze, delle alleanze, della sopravvivenza. Con buona pace del ruolo di decisore che spetterebbe alle persone indicate dal voto popolare.

Strategie e tatticismi ci sono sempre stati, è parte del gioco e lo sappiamo, così come la questione aritmetica dell'attuale Parlamento non gioca certo a favore del decisionismo. Tuttavia il problema resta e trascende l'elezione al Quirinale in sè per sè.

Che la politica stia abdicando al proprio ruolo di decisore non è purtroppo una novità. Basti pensare al susseguirsi di governi tecnici - o dei "migliori" se preferite - oppure ai repentini cambi di rotta e di alleanze tra i più disparati schieramenti politici. Una confusione e un immobilismo che concorrono a divaricare quella pericolosa forbice tra i cittadini e i propri rappresentanti a Roma, con questi ultimi che appaiono ormai attori slegati da qualsiasi contesto. Qualcuno potrebbe obiettare che questo è il sale della democrazia rappresentativa, ma anche quel qualcuno capirebbe che esiste un segno oltre il quale non andare.

Il risultato? E' purtroppo noto e lo diventerà sempre di più. Dare forza a quello slogan con un esempio poco edificante significa trasmettere proprio quel messaggio ai cittadini chiamati alle urne: sentitevi liberi di non dover scegliere.

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