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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Debutta l'alleanza di centrosinistra, cinque liste a sostegno di Gian Carlo Muzzarelli

Il sindaco uscente conterà sul supporto di Sinistra per Modena, della civica Modena Solidale, dei Verdi, di Volt Italia e di +Europa, nella quale confluiranno altri piccoli movimenti locali. Attacchi a Prampolini e al governo leghista

Assicura di avere in tasca "un programma pieno di cose concrete da fare per Modena", precisando che "non ci basta quello che abbiamo fatto" nel primo mandato appena chiuso. Intanto, in città circolano manifesti leghisti e di centrodestra "non con persone fisiche, ma con immagini: la Lega di Matteo Salvini è spavalda, dice che vince al primo turno perchè è convinta di piegare tutti al suo modello di società".

È un Gian Carlo Muzzarelli vivace, col suo slogan Daimò, quello si presenta oggi in conferenza stampa per puntellare la sua coalizione, definita "un nuovo e unito centrosinistra". Più che di sicurezza, un chiodo fisso di questi cinque anni, come ha mostrato la delega specifica mai lasciata dal sindaco, si parla ora di solidarietà. In conferenza al bar Arcobaleno, non a caso nell'area nord della città, quella da sempre 'fragile', sfilano tutti gli alleati raggiunti dopo mesi di trattative. Alla fine, saranno cinque i simboli sulla scheda elettorale del 26 maggio per la coalizione del sindaco dem ricandidato. 

In conferenza al bar ci sono il Pd col segretario Andrea Bortolamasi, la Sinistra per Modena con Marco Cugusi (Mdp) e l'assessore Andrea Bosi, la lista civica Modena solidale di Stefano Guidetti, i Verdi con Marco Sassi, Giulia Orlando di +Europa, Alessandro Lima di Volt Italia, il movimento dei giovani europeisti. Quest'ultimo non avrà una lista ma si unirà a +Europa, così come Cambiamodena del consigliere comunale uscente Antonio Montanini. 

Mentre Bortolamasi assicura che la lista Pd è "a buon punto e verrà chiusa a breve, stiamo costruendo e allargando alle associazioni", Sassi enfatizza il concetto di "coalizione fatto proprio anche da Nicola Zingaretti", che difatti è stato il riferimento dentro le recenti primarie dem anche di Muzzarelli e Bortolamasi.

Il sindaco, intanto, martella contro il candidato di centrodestra Stefano Prampolini ma soprattutto contro Salvini: "A Verona abbiamo visto un mix di famiglia patriarcale, donne sottomesse, xenofobia, condoni fiscali e meno tasse per i ricchi, più egoismo sociale insomma, il passato del rancore e non il futuro. Noi non ci stiamo a reagiamo. Alzare la testa a Modena come dice Prampolini? Per ora hanno alzato lo spread e l'isolamento dell'Italia, per una fase preoccupante della nostra economia con la questione dell'Iva". Muzzarelli, invece, preferisce battere il tasto dell'inclusione: "Cito l'ecografo donato oggi alla nostra sanità da parte di una famiglia che ha perso un bambino. Nel tempo della cattiveria qui si costruisce comunità, per superare le disuguaglianze sociali e fare pace con l'ambiente, per vincere insieme la paura e abbattere il confine tra inclusi ed esclusi, per ricucire la frattura tra cittadini e politica, sostenere la crescita qualitativa", si sbraccia il sindaco. Il quale, elencando gli alleati "in ordine alfabetico", enfatizza qua e là il carattere "civico" di Modena solidale, "l'impegno rafforzato" del Pd, "i giovani europeisti" che ci stanno, "il passaggio importantissimo" della Sinistra unita, i Verdi, rappresentati già nella giunta uscente dall'assessore Alessandra Filippi, che "hanno accettato la grande sfida della crescita sostenibile fondata sul patto di questi anni". 

Continua ancora Muzzarelli: "Noi siamo dalla parte di Modena e del suo futuro. Vogliamo tecnologia, sapere e lavoro, senza lasciare indietro nessuno, una città smart, sicura e attraente per turisti e giovani, una città universitaria amica e sicura. Modena è già in movimento, tra politiche sanitarie e scolastiche, ma non ci basta. Dobbiamo accelerare, il meglio deve ancora venire. Il meglio sarà davanti se vinciamo la battaglia delle autonomie per i Comuni, ad esempio: c'era anche la Lega in questa battaglia, ora si è persa nelle poltrone di Roma...".

(DIRE)

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