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Il M5S richiama Aipo alle proprie responsabilità: "Rischi evidenti, interventi carenti"

I consiglieri pentastellati: "A nostro giudizio, le attività sono state svolte solo in minima parte, con estremo ritardo e dopo lunghi periodi di inattività”

“L’Emilia Romagna ha la percentuale più elevata in Italia di edifici a rischio alluvione. Eppure, gli interventi sugli argini risultano sempre in ritardo e carenti”. I consiglieri del Movimento 5 Stelle Andrea Giordani, Enrica Manenti e Giovanni Silingardi domandano risposte ad Aipo. Offrono solidarietà ai cittadini di Nonantola, Modena, Castelfranco, Campogalliano e di tutte le aree colpite dalla piena. Invocano a gran voce un cambio di passo il più celere possibile.

“Già nel 2014 s’è rischiato un doppio crollo - intervengono Giordani, Manenti e Silingardi - Dopo la falla sul Secchia che costò centinaia di milioni di danni e una vita umana, in extremis Aipo pose rimedio, intervenendo sull’argine del Panaro. Una doppia alluvione avrebbe avuto conseguenze nefaste. Dinnanzi a tale rischio, gli interventi risultano carenti”.

I pentastellati enunciano dunque il cronoprogramma dei lavori, ottenuto dopo due azioni politiche: un’interrogazione della senatrice M5S Maria Laura Mantovani e un’analoga azione in Consiglio comunale a Modena.

«All’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) sono stati affidati due interventi da 20 milioni di euro - spiegano i consiglieri M5S - per completare l’area di laminazione dei Prati di San Clemente ad Albareto (ieri finita sott’acqua) e mettere in sicurezza e consolidare il nodo idraulico canale Naviglio-fiume Panaro. Lo stesso fiume esondato a Gaggio. Nel complesso, la Regione ha inserito nel capitolo di spesa circa 100 milioni di euro per la messa in sicurezza dei fiumi Secchia e Panaro (e del canale Naviglio) nei tratti arginati, comprese le casse di espansione. A nostro giudizio, le attività sono state svolte solo in minima parte, con estremo ritardo e dopo lunghi periodi di inattività”.

La compagine modenese del M5S mette in guardia dai rischi già da tempo. “La documentazione scientifica prodotta dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale nel corso del 2018 sul rischio alluvioni indica che nella Regione Emilia-Romagna è localizzata la percentuale più alta d’Italia di edifici esposti al rischio alluvione - citano i pentastellati, mostrando le carte (in allegato) - L’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po ha confermato pochi mesi fa il primato nel rischio alluvione della Regione Emilia-Romagna nell’ambito padano”.

Per Giordani, Manenti e Silingardi si può e si deve fare di più. “Per il Movimento 5 Stelle intervenire su una falla in un fiume è una operazione tecnicamente errata - concludono i pentastellati - se non si interviene contestualmente su tutta la rete scolante. Solo una visione sistemica delle caratteristiche della intera rete scolante potrà permettere piani di riprogettazione su area vasta in grado di risolvere o quanto meno mitigare il problema. Pertanto, il Movimento 5 Stelle farà quanto possibile nelle sedi decisionali per imporre un serio cambiamento di visione e proporre soluzioni alternative concrete per le alluvioni, a Modena come a Reggio, a Bologna e in tutte le Regioni italiane”.

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