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Comitato sicurezza in Prefettura, focus sulle attività della mafia nigeriana

Lo ha annunciato il sindaco Muzzarelli commentando i recenti fatti di cronaca, che saranno al centro di un focus nei prossimi giorni

“Quello della mafia nigeriana è un tema su cui c’è il massimo impegno delle istituzioni, ed ho chiesto e concordato con la prefetta, dottoressa Maria Patrizia Paba, che venga messo all’ordine del giorno mercoledì in occasione del prossimo incontro del Comitato ordine e sicurezza pubblica”. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli lo ha sottolineato anche in riferimento agli approfondimenti giornalistici che “anche in questi giorni hanno nuovamente messo in luce, meritoriamente, un tema grave come quello di una organizzazione criminale che schiavizza giovani donne e uomini per prostituzione, spaccio, accattonaggio molesto”.

Il tema della presenza della mafia nigeriana in territorio italiano è in effetti di enorme attualità e pone quesiti importanti sotto il profilo della sicurezza. Diverse operazioni delle forze dell'ordine condotte a varie latitudini hanno messo in luce crimini efferati e un sistema di controllo inequivocabilmente riconducibile a quello che noi possiamo definire metodo mafioso, seppur con caratteristiche ben differenti da quelle finora conosciute in Italia.

E' innegabile che anche a Modena gli affari della criminalità nigeriana siano in forte crescita, specialmente sul fronte dello spaccio di stupefacenti, mercato nel quale i cittadini africani hanno saputo sostituirsi rapidamente ad altri gruppi etnici. Tuttavia, le indagini condotte finora - per quanto noto - non hanno ancora rivelato sotto la Ghirlandina fenomeni mafiosi che possano considerarsi un passo successivo alla semplice associazione a delinquere.

Fa eccezione quanto emerso in un paio di inchieste condotte nel territorio di Castelfranco Emilia, in merito alla tratta di essere umani, in particolare di giovanissime nigeriane destinate a prostituirsi sulle nostre strade. In più di una circostanza il salvataggio di queste ragazze ha permesso di scoprire come il loro viaggio verso il Belpaese fosse pianificato da un'organizzazione criminale ben radicata nel paese africano, ramificata anche sul nostro territorio e in grado di ridurre in schiavitù le proprie vittime.

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